05
apr
11

Una baby sitter efficiente


Una sola parola: GENI.

Se questo filmato non suscita in voi reazioni come: ilarità, curiosità od euforia; allora non avete scelta. Procuratevi il primo Portal, giocatelo fino allo sfinimento ed iniziate ad attendere con impazienza il secondo.

P.P.S. Lo trovate a prezzi ragionevoli su steam, od usato per PS3 ed XBOX360 nella compilation THE ORANGE BOX.

P.P.S. voglio la torretta versione “RISING SUN”

26
mar
11

FORTHCOMING

… and so on …


Sulle note dei My Chemical Romance più commerciali a memoria d’uomo, ritorno a pubblicare qualcosa su queste pagine ormai desolate.

Colpevole di questo soltanto la pigrizia, che mi impedisce di fare una rampa di scale e di riaccendere un computer che pare ormai perennemente sepolto sotto un mare di vestiti.
Ma non voglio dilungarmi sugli avvenimenti della mia vita privata negli ultimi due anni (!) di lontananza dal blog.
Voglio solo puntualizzare che, dopo qualche tentativo, ritengo di aver raggiunto un compromesso capace conciliare pigrizia endemica e desiderio di scrivere.
Quindi, presumibilmente, questo spazio tornerà presto ad essere popolato dei miei deliri, nella speranza che ancora qualcuno abbia tempo e voglia di “inciampare” in queste pagine, dove ho avuto e spero di avere ancora il piacere di (s)parlare di tutto quanto mi appassiona.

23
giu
09

La citazione 002/09

“Lo sai perchè lo chiamano viaggio?”

“No. Perchè?”

“Perchè alla fine si torna a casa.”

Non avendo ancora capito dove diavolo sto andando, direi che non vedo l’ora di tornare a casa.

07
giu
09

Flash domenicali

Giusto per ammazzare un fastidioso ed interminabile pomeriggio domenicale (troppo vento per andare al mare), pubblico il collegamento a questo ClickPLAY! un piccolo scacciapensieri in flash.

Tanti piccoli livelli ricchi di inventiva, a metà fra Wario Ware e Professor Layton.

Fossero tutti così i giochi in flash…

05
giu
09

Primi artwork di Zelda Wii

Perchè diciamocelo: Twilight Princess non è che sia proprio un titolo pensato per il Wii. Ed in effetti pensandolo in questa prospettiva (come titolo Gamecube) assume tutto un altro spessore.

Ad ogni modo, primo artwork, giusto a testimoniare l’immancabile seguito:

Naturalmente è presto per esprimere un qualsiasi giudizio od opinione, anche se la protagonista sembra molto algida e simile ad una Zora (gli abitanti acquatici di Hyrule).

Personalmente, però, preferisco questo artwork:

03
giu
09

In gita a Venezia (e a Firenze)

Sperando che le promesse di maggiore varietà vengano rispettate. Sperando nella stessa attenzione ai dettagli del precedente. Sperando in un dipanarsi della storia ancor più maestoso ed intrigante. Sperando…

Ma chi se ne frega? Ho adorato il primo. Divorerò il secondo.

Che poi, già ambientazione e periodo storico del primo mi mandavano in sollucchero; questo poi mi spedisce direttamente al settimo cielo.

02
giu
09

Di canoni artistici e meno artistici (impressioni sull’E3).

Non so se definirmi o meno “esperto del settore”. Per alcuni lo sono stato. Ma sono ormai giorni del passato, in cui respiravo quotidianamente il videogioco, discutendone con esperti (stavolta veri), assistendo a presentazioni e partecipando ad alcuni degli eventi più importanti dell’industria.

Adesso, credo di essere al più uno dei tanti appassionati. Uno dei pochi, magari, che a leggere gli annunci di questi primi due giorni di un Electronic Entertainment Expo (o E3), finalmente tornato ai vecchi fasti è tutto fuorchè emozionato.

Abbiamo un “nuovo” Silent Hill targato Microsoft, abbiamo l’ennesimo Metal Gear (ma cosa c’avrà da ridere Kojima?), abbiamo il seguito del mediocre (sono pareri personali) Mario Galaxy e il “nuovissimo” New Super Mario Brothers Wii, insieme alla terza (o era la quarta?) incarnazione ruolistica dell’idraulico. A ruota il nuovo Metroid (sviluppato da Team Ninja, segno che Itagachi, lasciando – o venendo cacciato – ha reso molto più libero il proprio team). Poi? Poi, in ordine sparso, ben due Halo distinti, lo spin-off Beatles del gioco musicale per eccellenza e la conferma di Final Fantasy.

Insomma, in attesa che Sony aggiunga ancor più “more of the same” alla pila di titoli (che consumerò avidamente nei prossimi due anni, che credete?), forse è il caso di commentare il “Project Natal” del colosso di Redmond.

Da dove comincio? Bhè, forse dal video di presentazione, così anche chi non ne ha sentito parlare si fa un’idea:

Onestamente, non credo che riuscirà a mantenere nemmeno la metà delle promesse che fa. Questa una mia piccola, ininfluente premessa a quanto dirò. Sì, perchè quello che più mi lascia basito e sconfortato è la volontà di voler cambiare drasticamente rotta al mondo dei videogiochi.

Mi spiego meglio. Il videogioco non sarà forse arte (apriamo un dibattito?) ma di sicuro ha dei canoni ben precisi. E’ un genere di intrattenimento e come tale si basa su dei presupposti di interattività ben saldi e presenti nell’immaginario collettivo. Con Eye Toy prima e Wiimote poi si è voluta abbattere una barriera “culturale” che impediva alle vecchie generazioni di fruire a pieno di questo intrattenimento. Sono il primo ad essermi sorbito il solito pippotto dello Zio Simpatico (ce n’è uno in tutte le famiglie) che si sforza ma proprio non riesce a destreggiarsi tra Joy Stick e Joy Pad. E adesso, siamo dove siamo: una mandria di mamme instupidite che si pesano con Wii Fit (ma non dimagriscono) e che imparano a cucinare con Cooking Mama (ma preparano sempre la solita cotoletta che sa di suola di scarpe).

E ancora vogliamo spingerci oltre. Vogliamo andare dove nessun uomo è andato prima. Vogliamo giocare a Squash senza giocare a Squash, a Tennis senza giocare a Tennis, a Calcio senza il pallone, dando calci all’aria.

Ora, forse sono un presuntuoso o forse faccio solo della filosofia spicciola, ma il bello del videogioco era ed è la CONSAPEVOLEZZA di essere bravi a giocare a Winning Eleven (o a Fifa) e non a calcio. Di essere dei campioni a Tekken, ma non di arti marziali. Di mediare cioè tra il reale ed il virtuale, creando qualcosa che è sì imitazione del vero, ma allo stesso tempo completamente nuovo, parallello ed elitario. Un legame tra lo schermo e le nostre azioni “diverso” da quella che è la realtà. Un nuovo campo dove poter ottenere il controllo, tramite la propria bravura, nei riflessi, ma anche nell’improvvisazione. Esagero, nel videogioco classico, quello da hardcore gamer si crea una nuova realtà, un’immedesimazione “costosa” perchè non scontata tra chi gioca e poche manciate di pixel (sì, mi riferisco proprio ai mitologici anni degli otto bit).

E adesso? Adesso il videogioco è per tutti. E se tutti devono poterne fruire, creare questo spazio magico, questa realtà virtuale (che non è sullo schermo, ma nella mente del giocatore) deve essere praticamente scontato. E allora non serve più mediare: il rapporto deve essere diretto, tra lo schermo e la persona ed i passaggi devono essere quanti meno possibile.

La mia paura è la seguente: che il rapporto tra il videogioco moderno e quello “classico” (non voglio dire antico), diventi lo stesso che passa tra il cinema ed il teatro. Non voglio fare apologia del teatro o detrimento del cinema. Ma è indubbio che uno sia derivato dall’altro, privandolo di un sapore e di un coinvolgimento unici per poter raggiungere le masse con una forma di intrattenimento molto più passiva e fruibile.

Il videogioco fatto di motion sensor e rilevatori è sicuramente più attivo. Ma ai miei occhi assume dei connotati nuovi, che in questo momento (e alla luce della pessima esperienza di Wii e Eyetoy) non possono che farmi scuotere la testa e dire che, le migliori sorprese di questo E3, finora, sono Alan Wake ed il nuovo Metroid.




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