23
Mag
09

Fantasmi dai colli lunghi

Non so perchè, ma quello che più mi rimase impresso dopo la visione di “The Grudge” fu quanto fosse buffo ed inquietante il mostro con il collo gommosamente e smodatamente lungo. Forse troppi cartoni animati giapponesi nella mia infanzia, ma non posso negare che la pellicola m’impressionò molto positivamente. E anche qua dovrei ritagliarmi un paio d’orette per vedermi l’originale nipponico, quel Ju-On di cui fratello Zonatar dice un gran bene.

Ma perchè parlare di un film vecchio di anni se non in concomitanza della sua trasposizione videoludica?

Il gioco è in sviluppo nientepopòdimenoche per Nintendo Wii. Dopo la simulazione di ragazza Pòn Pòn, quella di giardinaggio e di cucina, un bell’horror fatto bene ci voleva proprio.

Confidando in un buon sistma di controllo (chi l’ha provato canta le lodi di una torcia elettrica realistica e ben gestita tramite Wiimote) non possiamo che incrociare le dita sulla storia e sulla resa artistica finale. Anche considerando il coinvolgimento del regista della pellicola originale (quella giapponese).

Di seguito, la dura educazione dei pargoli giapponesi, costretti dai padri a spaventi immotivati quando ancora in tenera età:


5 Responses to “Fantasmi dai colli lunghi”


  1. maggio 23, 2009 alle 2:57 pm

    Per quelli che non riuscissero a vedere il primo trailer: http://www.youtube.com/watch?v=ZkP4mj3GoX8

    Come da mie solite discussioni in materia horror (che adoro sin da piccino quando vidi persone sgozzate con una sega manuale da 24″, e non pensate male, bricconcelli) non c’è niente di meglio degli horror nipponici. Non c’è che dire. Il trailer sembra interessante, ma c’è una cosa che mi perplime non poco.

    “La vita in batterie”.

    Non vorrei che tutto il gioco finisse in “vai qui, fai questo, fai quello, esci di qui”, modello maze a tempo più che altro.

    Non so, vorrei provare per capire.

  2. maggio 23, 2009 alle 3:08 pm

    Sistemato il link al filmato.

    Quanto al provare per capire, pienamente d’accordo. Il tutto sembra fin troppo “spettatoriale”, così com’è.

    … ma che razza di infanzia hai avuto? :|

  3. maggio 24, 2009 alle 5:28 pm

    Un’infanzia felicissima :D

    E’ col crescere che mi sono intristito. Non trovavo più film horror decenti. Fino a quando non ho incontrato Ringu, che m’ha fatto gelare il sangue.

    :)

  4. maggio 25, 2009 alle 8:14 pm

    Ringu è ringu. Non ci piove.

    Ma pensavo fossero i film (porno) svedesi ad aver interrotto la tua infanzia :D

  5. maggio 25, 2009 alle 9:16 pm

    No, non avevo né internet né videoregistratori fino a… 19 anni circa. Quindi la cultura su quel settore produttivo svedese è venuta dopo =P


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