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Mag
09

Piccoli, vampiri e pure evirati

Cronaca di un sabato sera noioso ed incolore, a cui è stata aggiunta ancora più noia ed ancor meno colore.

Il non-colore è il bianco di tanta, troppa neve. La noia quella del ritmo cinematrografico degli svedesi. Il pretesto il noleggio di un film di cui tutti e tre (fratello Zonatar, cognata Skarza e me medesimo) avevamo sentito parlare un gran bene: “Lasciami Entrare” di un certo tal Tomas Alfredson. (Ah, e il sabato sera è quello scorso, nel caso qualcuno se lo stesse chiedendo).

Se il trailer vi ha in qualche modo incuriosito/stuzzicato, ebbene, sappiate che come troppo spesso accade, mostra praticamente le uniche scene interessanti del film. Un minuto e trenta secondi contro una durata di quasi due ore. I restanti centottanta minuti e mezzo di film son fatti di campi lunghi, inquadrature sulla neve e interminabili silenzi, rotti soltanto dal commento di fratello Zonatar: “Boia, però bella la colonna sonora!”.

La storia è invero alquanto intrigante: un ragazzino di dodici anni, emarginato e problematico si innamora della nuova vicina, anch’essa dodicenne, che, guardacaso è un vampiro. Un amore fragile, infantile e disturbato, ricambiato da un essere “diverso” che sembra altrettanto ingenuo, nonostante sia costretto ad uccidere per vivere.

Il tutto è rovinato da una recitazione imbarazzante (il biondo protagonista ha l’espressività delle ciabatte della mia povera nonna) e da una regia che cerca di essere evocativa e romantica, ma riesce solo ad esasperare lo spettatore.

E’ pur vero che nonostane la stroncatura sia stata unanime, tutti e tre noi spettatori siamo andati subito a cercare maggiori informazioni.

Forse leggerò il libro che ha ispirato il tutto. A quanto dicono è in parte autobiografico e racconta (mi auguro con maggiore verve) di sopprusi ed emarginazione e di un infanzia difficile ed incompresa, che si rispecchia nella figura di un vampiro giovane solo in apparenza e anch’esso abusato.

E che i molti estimatori della pellicola mi perdonino, ma in questo film non ho visto davvero nulla di speciale, solo tanta tanta noia. Nella speranza che il prossimo remake americano renda giustizia alla trama ed ai suoi protagonista (ma è più facile che i miei gatti abbaino, lo ammetto), lascio il link al sito ufficiale e alla pagina di wikipedia.

P.S. Nel film è solo accennato, ma leggo in giro che la vampirA è in realtà un vampirO, evirato in giovanissima età. Da qui il titolo del post. Oddio, più che solo accennato, questo particolare nel film è praticamente incomprensibile. Se non fosse stato per l’acuto spirito d’osservazione di cognata Skarza ed i suoi studi in medicina, nessuno avrebbe notato un “dettaglio” che allude ad una sessualità un pò tanto (troppo) ambigua. E comunque lei/lui a più riprese domanda al protagonista se gli piacerebbe lo stesso se non fosse una ragazza, quindi il caso può dirsi chiuso.


9 Responses to “Piccoli, vampiri e pure evirati”


  1. 1 cognata skarza
    maggio 23, 2009 alle 9:48 am

    le ricerche successive alla visione del film non sono dovute, ripeto NON sono dovute, ad interesse per il film.. io volevo solo capire perchè alla gente piacesse tanto, ma non ci sn ancora riuscita ( forse chi ha letto il libro,famosissimo (?),l’ha apprezzato davvero?)

    ti sei scordato il moccio perenne sul naso del biondo..

  2. maggio 23, 2009 alle 10:05 am

    Evidentemente in Svezia non hanno i fazzolettini per soffiare via i moccoli dal naso. Il legno lo usano tutto per le matitine dell’Ikea.

    Ad ogni modo, come ci insegna la pubblicità, grazie allo Xilitolo hanno tutti denti sanissimi :D

  3. maggio 23, 2009 alle 2:46 pm

    Twilight parte seconda? check.
    Campi lunghi? check.
    Pomo d’adamo sulla vampira? check. WTF?
    Lunghi silenzi meditativi? check.
    Neve a perdita d’occhio? check.
    Modalità svedese? check.

    Una domanda però mi viene da porla. Porno a parte, ho visto due film svedesi, ma è mai possibile che in tutti e due ci siano o due ragazzi o due ragazze che si innamorano? =P

    Vabé, passiamo al prossimo, che sarà un remake di Grudge in Svezia.
    Un morto, ma con pause lunghissime.

  4. maggio 23, 2009 alle 2:49 pm

    Un’altra domanda che mi ero dimenticato di porre… ma se questo ha vinto il Nordic award, com’erano gli altri film?

  5. maggio 23, 2009 alle 3:11 pm

    Penso fosse l’unico partecipante al Nordi Award. E’ l’unica spiegazione plausibile.

    Per il resto, sarei curioso di farla ad uno svedese, la stessa domanda. E magari vorrei anche sapere cosa pensano del cinema italiano che arriva da loro. Magari son costretti a sorbirsi le solite vanzinate, stile vacanze in [aggiungere un posto random, basta che il periodo sia natalizio].

  6. maggio 24, 2009 alle 5:29 pm

    Si, infatti, ognuno ha le sue pene cinematografiche. La svezia ha il cinema riflessivo, noi vanzina/muccini, i koreani le love story.

    In entrambi i casi, tutti i film sono uguali da 20 anni.

  7. maggio 24, 2009 alle 5:31 pm

    Oddio, non ricordo in realtà se era korea/cina. C’ho un vuoto di memoria. Forse era Hong Kong.

  8. maggio 25, 2009 alle 8:15 pm

    Ora ti scopri pure cinefilo dai gusti ricercati, attento ai mercati esotici…

    Ma mi faccia il piacere, mi faccia!

  9. maggio 25, 2009 alle 9:18 pm

    Oh, non è colpa mia se li conosco. Che ci posso fare.

    Ma non direi di essere cinefilo, proprio no.


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