13
Ott
08

Uccidi i tuoi desideri al Circus of Value

Esistono delle regole non scritte, nella pacifica convinvenza tra le quattro mura domestiche. Soprattutto tra fratelli. In special modo quando questi condividono le stesse passioni. Una di queste, presuppone che quando uno dei due si appassiona così tanto ad un videogioco da dedicarci praticamente ogni minuto del suo tempo, l’altro, probabilmente per non rovinarsi l’esperienza di gioco, quasi rinunci anche solo a provarlo.

In realtà quanto ho scritto vale solo per me, e solo in questo caso particolare. Però faceva figo scriverlo.

Fatto sta che circa undici mesi fa, portai in casa Bioshock (da molto considerato gioco dell’anno 2007). Fratello Zonatar, dapprima scettico sulla bontà del piccolo capolavoro, ne finì completamente assorbito, tanto da finirlo due volte, giusto per gustarsi entrambi i finali. Per un oscuro (e, nonostante i miei sforzi) inspiegabile contrappasso, io ne presi quasi completamente le distanze.

Strane convergenze astrali vogliono che proprio quando il titolo in questione sta per uscire “anche” su PS3, io abbia deciso di riprenderlo fra le mani (il gioco, maniaci), godendo finalmente (sempre col gioco, maniaci) di cotanta gloria videoludica.

Bioshock non brilla particolarmente per il suo gameplay. Non rivoluziona un genere. Non ha (a mio parere) la grafica più bella mai vista. Intendiamoci, è ben al di sopra la media degli altri prodotti in ciascuno di questi campi, ma eccelle proprio in quella caratteristica che più fa breccia nel mio cuoricino di videogiocatore: l’atmosfera.

Non credo di poter aggiungere molto a quanto scritto da altri ad un anno dall’uscita del titolo. Posso però sottolineare ancora una volta il grande pregio della produzione 2K Games: quella di rendere credibile l’incredibile. Una città sottomarina, infestata da “zombie” geneticamente modificati, in cui un imprenditore pazzo ha creato una società ideale proprio perchè (a sua detta) libera da ogni ideologia. Non il massimo della credibilità, detta così.

Ma le migliaia di linee di dialogo registrate, sotto forma di audio diari, o di slogan pubblicitari, compiono il miracolo di rendere tangibile la paranoide società ed il suo declino, stuzzicando con interrogativi quantomai politici, le orecchie più sensibili, senza mai cadere nella retorica e senza mai annoiare. Anzi, portando alla vita una pletora di personaggi con le loro schizzofrenie, tutti ammaliati (e per questo condannati) dal fascino del potere libero – in apparenza – da qualsiasi vincolo morale.

Non è un caso che il progetto originario volesse Rapture (la mastodontica città subacquea) infestata da ben più orripilanti e mostruose creature, a cui poi sono stati preferiti dei ben più umani “abitanti”, corrotti da mutazioni genetiche, certo, ma quanto mai fragili e vitali proprio grazie ad una caratterizzazione che, fantascienza o meno, li rende molto simili a quello che vediamo nel vissuto quotidiano. E, ahimè, tanto familiari sono i dettami del padre/padrone di Rapture, in un’Italia che a me sembra sempre più votata all’autoritarismo e ad un “libero mercato”, che libero è solo in apparenza.

Ma questo è un altro discorso, un altra storia ed un altro me, lontano dal discorso videoludico.

Mi rendo conto di non aver spiegato una benemerita cippa del gioco. Lascio quindi spazio ad una videorecensione, visto anche che son mesi che non ne scrivo e sono quindi evidentemente arrugginito. Una visita a Rapture, però, la consiglio a tutti.

P.S. da quando lavoro porto a termine molti più giochi del normale. Questo mi allibisce. Sarà che gioco con più gusto.


3 Responses to “Uccidi i tuoi desideri al Circus of Value”


  1. ottobre 14, 2008 alle 5:11 pm

    Sulle regole non scritte tra fratelli si potrebbe scrivere un BOG a parte ;)

    Cmnq BIOSHOCK l’ho visto giocato da DOGGHY su http://www.gamershq.tv e non mi pareva male.

    Purtroppo ultimamente gioco solo ai giochi che, ancora, mi spediscono (non BIOSHOCK).

    Quando ti fai una HALOata ?

    Michele

  2. ottobre 14, 2008 alle 7:07 pm

    E vai di spam =P

    Io Bioshock lo comprai all’epoca dell’acquisto della X360. La leggenda narra dei dubbi apocalittici del nostro eroe (io), che non sapeva se divenire un savior od un reaper.

    Fatto sta che da quel giorno non ho mai inserito il DVD nella X360. Ogni volta che ci penso non mi sò decidere, e continua a prender polvere sulla copertina metallica.

    Ma un giorno mi deciderò. Forse.

  3. 3 Anonimo
    ottobre 15, 2008 alle 11:19 pm

    Ed anche questa volta mi son persa la fine >_>


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