31
Mag
08

Il gioco delle carriere

Mi vien fatto di pensare che questo mio spazio, nato per parlare senz’altro di me, ma soprattutto della mia passione principale (il videogioco), stia diventando una monotematica carrellata delle mie disavventure nello svolgimento del mio stage. Nulla di male. Dopotutto, statistiche alla mano, i post che vengono più letti e commentati sono quelli che raccontano di me e della mia situazione, e del resto, non si può negare che la mia vita recente possa essere un filo influenzata dalla permanenza in un ufficio per nove delle mie sedici ore di veglia.

Ma questo è decisamente un altro discorso.

Ci sono stati due eventi che le sinossi del mio cervelletto hanno messo stranamente in relazione tra loro, probabilmente aiutate dal fil rouge della mia volontà (o non volontà) di essere impiegato come “assistant buyer” una volta terminato il periodo di stage.

Il primo è stato vedere Fratello Zonatar che proponeva a Skarza, una partita al Gioco delle Carriere. Come ha diligentemente spiegato il mio germano alla fidanzata, trattasi di un gioco da tavolo (o di società) che abbiamo ereditato da Babbo Orso Saggio, in cui si poteva scegliere di intraprendere varie carriere (ricordo l’astronauta, l’universitario e… poco altro), al fine di raggiungere il giusto bilanciamento tra fama, denaro e felicità che ciascun giocatore (segretamente) s’imponeva ad inizio partita.

Il secondo evento è stato ascoltare Fiorello e Baldini spalare merda (cavalcando l’onda) su GTA IV, videogioco ovviamente controverso, ma che il dinamico duo ha dimostrato di non conoscere affatto. Ma non sono tanto le inesattezze riportate (il fatto che si debbano commettere stupri o commettere crimini per “fare punti”), o la visione quantomeno qualunquista dell’intero fenomeno “videogioco” o dello specifico titolo Rockstar ad avermi colpito. Piuttosto mi ha fatto riflettere la frase “..non stiamo certo aiutando i nostri ragazzi..”. Quasi che, giocando al videogioco un ragazzino sia destinato a diventare uno spacciatore. Non commento poi l’uscita dei due showman al rating del titolo, vietato ai minori di 18 anni: secondo Fiorello e Baldini sarebbe quasi un invito a delinquere una volta superata quest’età.

Voglio aprire una parentesi, però , prima di continuare sulla mia riflessione sulle carriere. Pur non condividendolo, rispetto il pensiero espresso nel corso di Viva Radio 2.
Mi sorge però spontanea una domanda: cosa pensa Fiorello di un film come “Scarface”, o il “Padrino”? Due classici del cinema, vere pietre miliari, ma decisamente violenti e politicamente scorretti. Si potrebbe addirittura dire che abbiano ispirato in larga parte il videogioco tanto criticato. Allora perchè non chiedere anche per queste due pellicole il bando? In fondo, proibirne la visione ai minori di 18 anni non sarebbe altro che un invito a comportarsi come nel film solo una volta compiuta la maggiore età.

Finita la parentesi, torniamo al gioco delle carriere. O meglio, all’influenza che i videogiochi hanno avuto nella (non) scelta della mia carriera. In 22 anni di onorato servizio videoludico, ho salvato pianeti, guidato auto, fatto l’astronauta, l’idraulico, il sindaco, lo stratega, l’ingegnere, l’atleta, l’allenatore, il soldato e molto, molto altro ancora. Diavolo, sono persino stato una pallina gialla tutta bocca che si faceva di anabolizzanti.

Eppure, alla fine non sono diventato un pilota, nè ho mai voluto essere un soldato. Il pensiero poi di una vita criminosa non mi ha neppure sfiorato (ed ho abbandonato da molto l’idea di sottopormi a lunghi ed invasivi interventi di chirurgia plastica per diventare simile a Pac Man). E allora? Qual’è la reale influenza dei videogiochi su di una persona che di videogiochi ha vissuto?

Forse l’unica influenza è quella di vivere con maggior forza le proprie fantasie, rischiando alle volte di rimanenrci imprigionati.

P.S. e tanto per la cronaca: da piccolo volevo fare l’archeologo; da grandicello l’avvocato; da universitario il giornalista; adesso non ne ho la più pallida idea.

P.P.S. di casi di violenza ispirata ai videogiochi, ce ne sono a bizzeffe. Potrei scriverci un libro sopra. Ma, un pò come il ragazzo che si avvolse in un mantello rosso e poi si buttò dalla finestra pensando di poter volare come Super Man, il problema non va cercato nei giochi dei bambini, ma nella colpevole assenza degli adulti nel tempo libero dei propri figli.

P.P.P.S. non voglio diventare la persona perfetta (in realtà sì, ma non ditelo in giro), ma solo pochi giorni fa pensavo che i primi film targati Walt Dinsey che vorrò far vedere ad un possibile figlio saranno Fantasia e Fantasia 2000. E che Dio mi fulmini se penso che siano pellicole che un bambino di 3 anni possa tranquillamente guardare da solo, senza un genitore accanto che gli spieghi cosa stia succedendo sullo schermo.


4 Responses to “Il gioco delle carriere”


  1. 1 Sheik
    maggio 31, 2008 alle 7:43 pm

    commento prima l’uscita di Viva Radio 2…cosa c’è che ci stupisce?
    la massa cosa crede? che i videogiochi facciano male! VR2 piace alla massa, sintomo che ne incontra i gusti e con molta probabilità gli ideali… cos’altro potremmo attenderci? a mio avviso nulla… anzi la parte più sorprendente (in senso negativo) è che una nota casa di videogiochi (che stimo sempre meno) abbia deciso di assumere come testimonial una persona che ha scritto in fronte “non so nemmeno accendere un pc, e faccio battutine sulla tecnologia”

    comunque tornando al discorso dell’influenza videoludica…confesso che io vorrei tanto trasferirmi in un villaggio popolato da stupidi animaletti che non fanno altro che passare da una festa all’altra, avere un giardino con creaturine dal nome ridicolo, coloratissime e piene di caramelle… e… si ogni tanto scruto speranzoso tra l’erba (non quella da fumare) nella speranza di vedere qualcosa anche solo vagamente simile ad un pikmin!
    ok non include commettere omicidi…ma d’altro canto io non gioco con quei titolo (non lo dico con tono dispregiativo)… magari chi li gioca non li disdegna… non so non so nemmeno tutto quello che passi per la mia mente figuriamoci quella di un altro.

    tuttavia mi sorge un dubbio (che mi è già venuto per anime e manga…ma si adatta anche ai vg).
    una bomba sa di essere una bomba fino al momento in cui non esplode?
    quelli che commettono gesti violenti emulando i videogiochi (e non so quanto l’emulazione sia consapevole) 24 ore prima di fare quello che li ha portati sulle prime pagine della cronaca credevano di essere normali? magari commentavano su un blog inorriditi le affermazioni di qualche psicologo da talkshow e poi il giorno dopo… eccoli li a tirare sassi dal cavalcavia e a dare fuoco agli alberi contro vento.

    penso che magari ha ragione chi dice che fa male, e magari presto o tardi ci accorgeremo tutti degli effetti…oppure no.
    forse solo sul letto di morte (al posto di dire “Rosabella”) potrò dire “Crepet sei un cretino”… ma nemmeno tanto perchè resterebbe il dubbio se fossi stato una bomba inespolsa…o se in realta non ci fosse stata nessuna (solo che sarò troppo impegnato a morire per pensare a questo).

    P.S. è evidente dal video che l’unico materiale VM che ha visto fiorello siano i porno, e che quindi non creda che il limite di età consista nel rendere accessibile il prodotto a persone che almeno in teoria sono abbastanza mature da valutare in modo critico i contenuti… ma semplicemente per persone che raggiunta una certa età possono fare quello le stesse cose mostrate… che cos’altro se non un “prodotto per adulti”?

  2. 2 Avvocato Taormina
    giugno 1, 2008 alle 12:08 am

    Fiorello è un novello Adriano Celentano: ignorante, saccente e borioso per la notorietà datagli da un media per capre come è la telvisione degli ultimi dieci anni; l’unica differenza è che Fiorello sa aprire la bocca ed emettere dei suoni, a volte gradevoli… Baldini è una “spalla” salvata dal suicidio per debiti di gioco d’azzardo… Questo è il mio commento sui due emeriti studiosi di sociologia…

    C’è un legame tra videogiochi e carriere? Penso che l’unico legame sia determinato dallo sfruttamento del cervello: trovo che il videogame negli anni mi abbia dotato di riflessi, rapidità di ragionamento ma anche di curiosità (quante volte abbiamo preso in mano pesanti volumi di enciclopedia e dizionari di inglese per risolvere le avventure Lucasfilm??) e di spirito meticoloso.
    Una volta acquisiti queste doti e questi valori della violenza di Doom, Splatterhouse e Grand Theft Auto non rimane che la lucida critica e la coscienza di quanto ciò che avviene nello schermo deve rimanere relegato a tale ambito

    P.S. Io da piccolo non volevo fare un cavolo, da adolescente anche meno ed ora mi trovo a sgobbare come un forsennato XD
    Colpa dei videogames???

  3. 3 skarza
    giugno 2, 2008 alle 8:14 pm

    nn so se era una licenza poetica ma nel cervello ( e nel cervelletto) ci sn le sinapsi, nn le sinossi :D.. se poi vogliamo essere precisini, il cervelletto si occupa del movimento, quindi era meglio se dicevi cervello..
    da piccola volevo fare la rompicoglioni ;)
    ( l’archeologo è colpa di indiana jones)

  4. 4 Pietro
    ottobre 14, 2009 alle 8:19 pm

    Le “sinossi del tuo cervelletto”? Sarò pedante, ma mioddio, se vuoi scrivere fallo con un minimo di consapevolezza…


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