16
Apr
08

Surrogato di deontologia (in polvere)

Rincasando, riflettevo sul significato di uno dei detti popolari che preferisco.

Preferisco come suono, non come significato, visto che, per l’appunto, ho dovuto rifletterci sopra per estrapolarlo.

Ero lì, pedalando senza mani (mamma, guarda: senza mani!) e riflettevo sul perchè mai “La calma è la virtù dei forti”. Dal momento che mi ritengo un grande supporter della tautologia e dell’autoevidenza applicata, mi viene spontaneo pensare che la forza debba essere la virtù dei forti, e la calma la virtù dei calmi (o dei pazienti, al massimo). Ma volendo scartare a priori una soluzione forse fin troppo semplicistica e lapalissiana, mi sono domandato se, per la sempre verde proprietà transitiva, visto che la calma non mi sembra la virtù dei forti, allora la forza possa essere la virtù dei calmi (o dei pazienti, al massimo). Ora, non mi risulta che Gandhi abbia mai piegato a mani nude sbarre d’acciaio inossidabile, o anche solo stracciato pile di elenchi telefonici. Ma, proseguendo nel mio ragionamento, visto che alla fine il Mahatma è riuscito ad avere ragione di un intero regime politico, e senza usare la violenza (o almeno, così viene tramandato), ho deciso che Gandhi, nonostante qualche deriva filo nazista (o presunta tale: il mio ex compagno di banco ne parlerebbe per ore), possa essere annoverato tra i forti.

Impero britannico zero, ometto rachitico uno.

E senza uso di doping (forse).

Solo che, a ben guardare, più che la calma, la virtù di Gandhi è stata la costanza… l’insistenza… la testardaggine, al più.

Insomma, proprio non riesco a convincermi che un forte, possa essere ritenuto tale solo quando è calmo.

Così ci sono arrivato: il proverbio è fascinoso perchè gioca proprio su quello. Sul contrasto.

Sulla sorpresa, sul colpo di scena, sulla teatralità dell’inaspettato. E sulla filosofia del sacrificio e della negazione su cui è fondata quella che ci piace chiamare “società occidentale”. E così, mentre riscopro Lou Reed, mi vien da pensare sul perchè un forte non possa accontentarsi di esercitare la sua forza, ma debba invece coltivare la calma. E trovo un’unica spiegazione, sinistramente logica nella mia testa: sarebbe troppo facile. Se proprio vuole un premio, una medaglia, un riconoscimento alla sua forza, il “forte” deve meritarsela.

Come? Ma astenendosi dall’uso della forza e mantenendo un comportamento calmo e distaccato.

In questi casi, di solito, divento blasfemo. Non perchè inizi a bestemmiare come un turco mentre il mio cervellino va in pappa, seguendo infinite scatole cinesi di tesi/antitesi/sintesi. Piuttosto, perchè inizio ad usare brani del Vangelo a mio piacimento, cercando di avallare (come ogni individuo dotato di raziocinio farebbe) i miei pensieri citandolo. Ora sembra che questo sia sbagliato, e che esista una ed una sola interpretazione della parola di Dio, e che questo principio faccia tanto comodo al piccolo Stato del Vaticano. Ed è solo per questo che mi considero blasfemo: perchè in Città del Vaticano mi considererebbero tale.

Come un lampo mi è balenato in mente il digiuno di 40 giorni e 40 notti (mica cotiche: proprio digiuno) del buon Gesù. E di come è terminato, naturalmente: con il diavolo in persona che tenta il Figlio di Dio (spero il diavolo non invochi la par condicio se ho scritto in minuscolo il suo nome: le abitudini sono tali proprio perchè dure a morire). Che poi, il diavolo non fa altro che rammentare a Gesù che potrebbe tramutare i sassi in pane, o dominare il mondo, o semplicemente buttarsi dalla cima di una montagna e il suo Paparino non potrebbe fare altro che accontentarlo (o salvarlo da sfracellamento sicuro e molesto). Ma il Cristo trova una giustificazione assurda dopo l’altra per rinunciare, e alla fine scaccia il diavolo e le sue tentazioni.

Un pò come dire che, se vuoi considerarti forte, non devi utilizzare la tua forza, ma “conservarla” e far finta di nulla. Tutti ti ammireranno come una persona “forte”.

Devo confessarlo: questa storia del sacrificio e della rinuncia non mi ha mai convinto. Insomma, bisogna per forza soffrire prima di godere? Avendone la possibilità non si potrebbe semplicemente godere? Magari ti trovi davanti Marilyn Monroe (sostituite pure con un sex symbol a vostro piacimento: per le donne consiglio Jhonny Depp) vestita solo con due gocce di profumo e consenziente. Invece di buttarti a pesce su di lei, spogliandoti nel frattempo come solo Lupin III sa fare, che fai? Borbotti a mezza bocca qualcosa del tipo “prima devo meritarmelo”, vai nella stanza accanto e inizi a frustrarti violentemente la schiena, urlando a sguarciagola “NON SONO DEGNO, NON SONO DEGNO!”.

Nel frattempo è passato uno, molto meno pirla di te, che, mentre fa sesso con Marilyn/Jhonny ti bussa al muro, dicendoti di urlare più piano, che non riesce a concentrarsi.


7 Responses to “Surrogato di deontologia (in polvere)”


  1. 1 Sheik
    aprile 16, 2008 alle 10:52 pm

    ti sei mai accorto che girala e voltala qualunque cosa sia bella/buona/piacevole possiede sempre un motivazione per cui è sbagliata, faccia male o sia deprecabile?
    probabilmente siamo un po’ tutti masochisti che adoriamo provarci delle cose che ci piacciono e desiderare sempre le cose che non abbiamo.
    la frase “Mens sana in corpore sano” è chiaro come il sole che è solo un meschino e subdolo trucco dei prof di educazione fisica per torturare i poveri secchioni.
    poveri secchioni non possono vivere felici con le loro disequazioni di secondo grado? i calmi non si possono sfogare al posto di dar fondo a tutte le loro forza per reprimersi? …che poi somatizzano!
    e i forti…anche sti poveri forti, mica uno nasce capace di strappare le guide del telefono! si allena pian piano, una rubrica oggi, un agenda domani e poi un elenco. e dopo che si sono fatti sto c*** non possono usarla per fini personali?
    ovviamente essendo io il debole sarei tentato di fare i mie interessi e di tirare fuori qualche proverbio che mi salvi…. proprio come fanno quei poveri prof di educazione fisica per salvare il loro inutile posto da quei cattivoni dei secchioni.
    quindi che i forti usino la forza che i deboli han già la morale.

    P.S. ma nella città del vaticano ci sono dei volantini con sopra la tua faccia e la scritta Ricercato?

  2. aprile 17, 2008 alle 7:47 pm

    Le medaglie han sempre due facce.

    Però la logica di certi detti popolari è invero alquanto assurda.

    Per i volantini, penso si stiano organizzando.

  3. aprile 18, 2008 alle 6:25 pm

    Sono arrivato a leggere talmente tante boiate, che ho saltato gli ultimi 4 paragrafi. Sono fermamente convinto del fatto che tu abbia misinterpretato la visione del termine forza.

    Interpretazione (logica) del detto: la calma è la virtù dei forti (inteso non come omino nerboruto ma come forza d’animo/spirito), perché ad andare in escandescenze son buoni tutti, ma per rimanere calmi nei momenti peggiori ci vogliono nervi saldi.

    O una qualunque derivazione da quanto sopra.

  4. aprile 19, 2008 alle 4:00 pm

    La prossima volta che scrivo un topic solo per il gusto dell’assurdo e del paradossale, devo ricordami di disabilitare i commenti.

    O di scrivere bello in grande che lo farcirò di cazzate.

    Aspetta… ma il tag “cazzate” che ce l’avevo messo a fare?

    Per riassumere: abbi pietà se in preda alla stanchezza mi diletto a buttar giù un migliaio di caratteri di boiate.

    P.S. quanto al fatto che ad andare in escandescenza son buoni tutti, non sono propriamente d’accordo. Il mondo è pieno di repressi che si fanno mettere i piedi in testa per “amore della pace”.

  5. aprile 20, 2008 alle 7:39 pm

    No, wait, fermi tutti: come dicevano i Soerba, “noi non ci capiamo” :D

    In primis (oddio, questa mi sa che la dovrò rispiegare, cmq..) non mi lamentavo tanto delle cazzate scritte, quanto il susseguirsi di cazzate che partono da una misinterpretazione… per ulteriori chiarimenti, chiamami su msn :P

    In secundis, rimango della mia opinione. A sclerare, son buoni tutti. Anche se resta pur sempre vero che per la maggior parte il mondo è pieno di suddetti pirla. Questo non vuol dire che siano tutti così.

    Per maggiori informazioni, rivolgersi all’800-014-410.

    Morale della favola: vendersi appartamento in C.so Umberto, Padova, zona residenziale.

  6. 6 almost darkslide
    aprile 27, 2008 alle 1:47 am

    Io non trovo che siano cazzate. Ho letto tutto con piacere, e trovo che alla fine ne sia valsa la pena. Una riflessione, per banale o ovvia che sia, è sempre meglio di continuare a pedalare senza mani, facendo finta di niente. La curiosità non andrebbe mai repressa, va invece ascoltata e nutrita. Per questo sono felice di aver letto la tua riflessione, pur avendola incrociata in maniera puramente casuale (per inciso sono capitato su questo blog cercando il significato del termine “abiura”). Continua a riflettere e a porti domande, perchè un uomo che non si pone domande non potrà mai trovare risposte.

    con stima
    almost darkslide

  7. aprile 29, 2008 alle 8:23 pm

    Grazie infinite per l’attestato di stima.

    Forse non ci crederai, ma ne ho un gran bisogno, ultimamente. Cioè, più che della stima altrui, di un pò di autostima; ma ci accontentiamo.

    Mi vien solo da pensare che, alle volte, uno rifletterebbe volentieri, ma gliene manca il tempo. E forse non ho ancora ben capito come funziona la vita, ma la voglia di farmi “seghe mentali”, non mi è mai mancata.

    Per quanto “sterili” siano, restano decisamente piacevoli.


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