07
Mar
08

Con la forza della mente

Per la serie, il futuro è adesso.

Alla recente Game Developers Conference, è stato presentato Emotiv: un simpatico caschetto che promette di interpretare l’elettroencefalogramma di un videogiocatore (ammesso che non sia già completamente piatto) e di tradurlo in un input attraverso cui “videogiocare”.

Partiamo da un piccolo presupposto: allo stato attuale, la “periferica” non funziona, almeno non come dovrebbe. Tanto che, a giudicare dagli imbarazzanti reportage dei siti specializzati di mezzo mondo, forse meglio avrebbe fatto la compagnia produttrice del piccolo casco a rimandare di qualche anno la presentazione. Quello che segue è un filmato volutamente satirico che dimostra quantomeno che sì, qualche impulso viene registrato, ma che il dispositivo è al momento tutt’altro che usabile.

Spero vivamente che, prima della commercializzazione il congegno venga raffinato, perchè sono convinto di apparire già abbastanza ridicolo con un pad in mano (e con la lingua trai denti nei momenti più impegnativi) ad inveire contro uno schermo. Non ho certo bisogno di mettermi un caschetto in testa e puntare enfaticamente la mano contro lo schermo mentre per la concentrazione assumo l’espressione contrita di chi espleta una funzione corporale, per sembrare un cretino totale.

Ironia a parte, è bello vedere che i progressi tecnologici raggiungano vette prima solo immaginate da scrittori di fantascienza, ed auguro davvero al progetto di arrivare (prima o poi) all’usabilità sperata e alla commercializzazione (anche se 300 $ mi sembrano obiettivamente un pò troppi).

Qualche spunto critico, volutamente provocatorio, vorrei comunque sollevarlo.

Da sempre il videogioco è una questione di riflessi, di coordinazione e di reazione a quello che succede su schermo. I tanto decantati Sport Elettronici si basano proprio su questo: la maggiore abilità di un giocatore nel reagire prontamente. E non parlo solo di FPS; anche in uno strategico come Starcraft i giocatori professionisti cronometrano (vantandosene) il numero di comandi al minuto che riescono ad impartire tramite tastiera. Se pensiamo a questo, è logico che l’interfaccia capace di leggere nella mente di chi gioca porterebbe ad una rivoluzione nella maniera stessa di concepire il videogioco e la rivalità tra giocatori.

Non credo sia un caso che la funzionalità al momento più riuscita, e meglio accolta, sia proprio quella che traduce automaticamente in emoticon (ed in futuro in espressioni del viso del nostro alter ego virtuale) lo stato d’animo di chi gioca.

La domanda sorge quindi spontanea: c’è veramente bisogno di questa nuova interfaccia? Il videogioco non va già bene adesso, con muose, tastiere, pad e telecomandi?

Personalmente ho molta paura dell’abbattimento di quest’ultima barriera tra videogioco e videogiocatore. Più che portare all’immedesimazione, temo che possa azzerrare come per incanto, tutto il divertimento e la magia delle vecchie (e nuove) interfacce.

Giusto per chiarire il concetto, nel secondo episodio della prima serie di Futurama (di cui non trovo un filmato su You Tube -grazie Fox-) la ciurma arriva in un Luna Park (sulla luna). Lì un ragazzino gioca a Skeeball, lanciando una pallina verso i cerchi colorati. Accanto un signore gioca a “Virtual Skeeball”, mimando, armato di guanto e caschetto, i movimenti reali. Accanto Amy gioca a “Virtual Virtual Skeeball” e, seduta assolutamente immobile con un casco in testa, esulta per aver battuto il record.

Ecco, io sono affezionato al mio Skeeball tradizionale. O perlomeno, a quello virtuale.

[fonte InsideTheGame]


4 Responses to “Con la forza della mente”


  1. 1 Sheik
    marzo 7, 2008 alle 8:16 pm

    alla domanda se i videogiochinon vadano già bene adesso…. io direi no! stavamo molto meglio senza telecomandi!
    ma a parte questo io non mi preoccuperei del salto tra quello che inveisce con il pad e lo stitico perchè in mezzo c’è stato il matto che si dimena (con un telecomando o davanti una telecamera)… quindi ormai la reputazione te la sei giocata!

    per il resto il problema sarà che quando potremo controllare con la mente il nostro alterego sicuramente potremo fare molti movimenti in più e interagire di più con l’ambiente…. ma se i giochi non saranno migliorati di conseguenza il risultato potrebbe rivelarsi estremamente penoso.

    la sfida potrebbe rimanere, perchè resta sempre il punto di quanti comandi al minuto riesci a pensare. ma se l’interfaccia facesse acqua e interpretasse male il nostro pensiero non sarebbe frustrante?
    alcune volte lo sviluppo tecnologico ci propone delle cose che…. ne faremmo volentieri a meno.

  2. marzo 9, 2008 alle 6:45 pm

    Bhè, tutti noi siamo rimasti frustrati dai controlli di Wii. Diciamocelo, almeno due o tre volte su dieci (ad essere molto buoni) fanno “cilecca” oppure non rispondono a dovere. Certo, dipende molto dal gioco. A distanza di un anno però, e visto l’utilizzo che ne faccio, posso dire che questi nuovi controlli vanno bene per neofiti (casual gamer, ragazze, over 40 etc…) ma sono assolutamente frustranti per chi di videogioco è appassionato.

    E ho paura che con Emotiv la storia si ripeterebbe…

  3. 3 Sheik
    marzo 9, 2008 alle 8:13 pm

    non ho nulla contro il telecomando wii (impugnato in orizzontale mi piace molto) ma non mi pare un controller molto duttile (quello del N64 si che era un ottimo controller duttile), per carità può anche andare bene come periferica secondaria da sfruttare in alcuni giochi…ma che quasi tutti i giochi lo usano è davvero una seccatura, specie quando si trova a rimpiangere i comandi più intuitivi dei vecchi controller e la non indifferente possibilità che avevo di giocare da seduto (dato che la tv è in posizione rialzata per puntare lo schermo devo stare in piedi….moooolto comodo)

    non penso che sia un esclusiva per i giocatori alle prime armi…ma sto cavolo di controller che ha fatto sbucare più partygame che altro….
    ma basta! ci divertivamo anche prima di sto controller (forse ci divertivamo anche di più) e sti partygame uno o due vanno bene dopo un po’ rompono e basta!
    insomma va bene provare strade nuove…ma proprio dimenticarsi delle vecchie non è una bella cosa e questo capita tutte le volte che sbuca una nuova moda…e di sicuro quel caschetto se e quando uscirà farà la stessa cosa….con il risultato che avremmo solo giochi che ci dicono “pensa un numero che lo indovino!” ma che poi tirano fuori giochi mediocri e che spesso mal interpretano i comandi……alcune volte sarebbe meglio non evolversi!

  4. marzo 10, 2008 alle 9:27 pm

    Nintendo ha (in parte) abbandonato i videogiocatori “vecchio stile”. Non lo si scopre adesso. E più che i nuovi controlli ad essere inadatti, sono proprio i GIOCHI a latitare.

    A più di un anno dall’uscita posso dire di non essere poi deluso dall’hardware. Piuttosto è Nintendo ad avermi lasciato senza parole, con un supporto al limite dello scandaloso alla sua console.


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