23
Feb
08

Parenti all’improvviso

Senza motivo apparente arriva, ad intervalli regolari, la visita dei cugini di campagna.

No, non l’odioso gruppo musicale degli anni ’60; ma una coppia di arzilli vecchietti sulla settantina, persone buone, schiette ed oneste ma con la cattiva abitudine di presentarsi  nel primo pomeriggio del sabato o della domenica senza mai prendersi la briga di fare una telefonata, non dico per chiedere se possono disturbare, ma anche semplicemente per sapere se, dopo più di mezz’ora di macchina troveranno in effetti qualcuno a cui far visita.

Ben inteso, sono sempre i benvenuti, fa sempre piacere parlare con loro, intrattenerli, offrire qualcosa. Dopotutto credo che l’ospitalità sia rimasta in qualche misterioso modo incastrata nelle doppie eliche del DNA della mia famiglia (con l’unica notevole eccezione di Fratello Zonatar, che però sospetto goda nel recitare la parte del “burbero asociale”).
Ciò non toglie che il loro arrivo (spesso in compagnia di figli e nipoti) provochi comprensibili stravolgimenti nel tranquillo trantran domenicale. Mamma Heidi va in brodo di giuggiole, cerca vassoi, preparà caffè, offre cocacole e alcolici vari. Babbo OrsoSaggio si prende una pausa dalle sue interminabili campagne militari (è un mago nel guidare legionari virtuali e pixelosi eserciti medievali), per commentare la partita sul maxischermo di sala. Fratello Zonatar, non si sa come, scompare l’attimo successivo i primi saluti, felice esiliato dagli obblighi parentali. Nonna Quasicentenaria, invece, ritrova non si sa come le energie ed esce dal SUO personale esilio fatto di televisione ascoltata a tutto volume (con le cuffie, per fortuna nostra e dei vicini), lasciando così il posto al nipotino.

Io? Io generalmente mi sottometto ai lunghi cerimoniali di famiglia. Stringo mani, bacio guancie, racconto e ascolto. Per lo meno, la prima mezz’ora. Poi succede  l’inevitabile: le donne si rifugiano in cucina, a parlare di non si sa bene cosa parlino le donne in cucina (ma dubito si tratti di culinaria), mentre gli uomini dopo aver discusso un pò di politica si addormentano sui divani. E così io mi ritrovo con la sala occupata dai dormienti; camera occupata dall’esiliato; cucina occupata dalle comari.

L’alternativa sarebbe passare il pomeriggio del fine settimana chiuso in bagno (regredendo così alle prime, solitarie, esperienze sessuali).

Questo ovviamente nel caso ci sia qualcuno in casa oltre a me e (occasionalmente) a Fidanzata Fujiko. Per fortuna, quando capita quest’eventualità, i cugini di campagna capiscono e riducono al minimo la loro permanenza.

Va a finire che saranno proprio queste incursioni a farmi decidere, dopo aver raggiunto almeno una parvenza di indipendenza economica, di abbandonare la casa paterna. Anche se temo che, in quell’evenienza, i miei week end sarebbero minacciati comunque dai parenti di fuori città, assecondati nel compito dai miei amorevoli genitori.


1 Response to “Parenti all’improvviso”


  1. 1 irene
    febbraio 24, 2008 alle 2:01 pm

    quando poi tutto è pronto per vedere 300..


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: