Sperando che le promesse di maggiore varietà vengano rispettate. Sperando nella stessa attenzione ai dettagli del precedente. Sperando in un dipanarsi della storia ancor più maestoso ed intrigante. Sperando…
Ma chi se ne frega? Ho adorato il primo. Divorerò il secondo.
Che poi, già ambientazione e periodo storico del primo mi mandavano in sollucchero; questo poi mi spedisce direttamente al settimo cielo.
Ma che purtroppo non canta (“Pata-pata-pata pon!”).
A questo link trovate altre foto di questo fantastico Bento (o cestino per il pranzo).
E poi, che altro aggiungere? E’ stata una giornata durissima, e mi manca tantissimo Fidanzata Fujiko. Quando sono stanco è quando mi prende maggiormente la malinconia e la nostalgia, ma immagino sia più che normale. Chissà che, se e quando, la raggiungerò in Giappone per le ferie estive non possa assaggiare una di queste “prelibatezze” (le virgolette sono d’obbligo, così come i miei dubbi).
Di seguito, trailer di Patapon 2, seguito dell’acclamato miscuglio di Rythm Game e strategia in cui si controllano e si gestiscono le proprie orde di panciuti monocoli al ritmo di tamburi tribali. Un ritmo diverso per ciascun comando e la colonna sonora si crea da sè. Tra l’altro, uno dei primi titoli (in terra statunitense) ad essere disponibile solo in Digital Delivery, alla faccia degli UMD e dei nuovi formati di matrigna Sony.
Non me ne vogliano i fan del mastodontico nuovo monolito di casa Sony, ma a mio modo di vedere, eccettuato un Little Big Planet (cmq di scarso successo commerciale) ed un Killzone 2 davvero molto bello esteticamente, non erano molti i titoli che mi spingessero all’acquisto di una Playstation 3.
Adesso ho un motivo in più.
Nome in codice: “Project Trico”. Seguito spirituale (ma son pronto a scommettere, nemmen poi tanto spirituale) di quei capolavori che sono Ico e Shadow of the Colossus. Parto geniale della mente di Fumito Ueda, uno dei pochi game designer ancora degni di questo nome, ed ancora indipendenti da politiche di mercato, nonostante il legame con casa Sony.
Che altro aggiungere? Del gioco si sa ancora poco o nulla. Gustatevi il trailer, in attesa di nuovi dettagli all’E3.
Per me capolavoro annunciato. Quasi mi commuovevo nel vedere quanto è umanamente animato e realizzato il cucciolo di Grifone (perchè quello a me sembra :D).
Maggiori dettagli ed impressioni, al ritorno dall’ufficio :(
—— BREAK ——-
Incredibile quante cose accadono in otto (nove) e passa (non che non passano) ore in ufficio.
Ma tornando a noi. Direi che la bellezza intrinseca del video sia totalmente fuori discussione. Così come il pathos che riesce a scaturire da un taglio decisamente più che cinematografico. Non parliamo poi del legame emotivo: ero al telefono con Fidanzata Fujiko in pausa pranzo e, riguardando il filmato, non sono riuscito a trattenere un CHECCARINO quando il coso ha emesso il suo vagito, una volta uscito alla luce del giorno.
Sì, mi vergogno di me stesso.
Al di là di tutto questo, direi che già si può capire qualcosa del gioco. I temi cari a Ueda tornano prepotenti: l’emarginazione, la solitudine, ed il legame con creature (o persone) misteriose. Il bambino pare una versione giovane e priva di cornute appendici del protagonista di Ico, dettaglio che potrebbe farci pensare ad un prequel. Pare indubbio però che il titolo sia ambientato nel medesimo universo.
Si intuisce già qualche elemento del gameplay: le frecce nel corpo del grifone fanno pensare a combattimenti contro esseri umani (ma chi potrebbe mai ferire quel dolcissimo esserino?). Il creaturo dovrà essere opportunamente alimentato, e sarà supporto indispensabile per l’esplorazione dell’ambiente circostante.
Io la butto lì: e se invece di impersonare il bambino, dovessimo calarci nei panni (un pò pelosi, invero) del colossale grifone?
P.S. in extremis, aggiungo un particolare: tecnicamente siam lontani dalla perfezione. In particolare trovo curioso il dettaglio con cui è resa la creatura, davvero fotorealistica, al confronto con il rendering del bambino, che sembra più un pupazzo che un essere umano.
Quasi fosse la versione videoludica di uno dei programmi “extreme” della fox (dove ti ricostruiscono la casa, la tua vita, il tuo seno o tua nonna), solo dedicato a donnine più o meno succinte, tratte dai videogiochi, che se le danno di santa ragione.
Preparatevi psicologicamente, perchè in questo post potrete “godere” (augurandomi che qualcuno di voi non mi prenda troppo in parola) di poco più di 20 minuti di combattimenti in stile Matrix con protagoniste le eroine delle serie di Final Fantasy e di Dead or Alive.
Non perdiamoci troppo in discorsi, quindi, e spariamo subito la prima cartuccia. Ecco a voi, Dead Fantasy, episodio 1.
Il video è opera di un (lasciatemelo dire) talentuoso ragazzo rispondente al nik “Monty Oum” capace di portare in vita i modelli poligonali più belli e formosi dei videogiochi in combattimenti (lasciatemelo dire) al limite della comprensione umana. In effetti devo ammettere di aver più volte perso il “filo del discorso”, visto quanto velocemente e assurdamente le eroine si scambiano i colpi. Ma se pensate che le cose non possono che migliorare, evidentemente non siete preparati per la parte seconda:
Un vero tripudio di mazzate.
Nell’attesa dell’inevitabile terza parte, vi lascio con uno dei primi video del ‘nostro’: Haloid, omaggio ai due colossal di casa Nintendo e Microsoft, dai tratti decisamente più grezzi, ma dalla coreografia decisamente più intellegibile.
P.S. tutti i kudos di questo mondo all’autore, al quale auguro ogni fortuna , possibilmente come animatore o coreografo in qualche grande produzione cinematografica, sperando, magari, che possa ridurre anche solo di una virgola il ritmo dei combattimenti e che non abbandoni mai (nemmeno dopo tante soddisfazioni professionali) l’animazione “amatoriale” rivolta a noi poveri appassionati di videogiochi.