Ma che purtroppo non canta (“Pata-pata-pata pon!”).
A questo link trovate altre foto di questo fantastico Bento (o cestino per il pranzo).
E poi, che altro aggiungere? E’ stata una giornata durissima, e mi manca tantissimo Fidanzata Fujiko. Quando sono stanco è quando mi prende maggiormente la malinconia e la nostalgia, ma immagino sia più che normale. Chissà che, se e quando, la raggiungerò in Giappone per le ferie estive non possa assaggiare una di queste “prelibatezze” (le virgolette sono d’obbligo, così come i miei dubbi).
Di seguito, trailer di Patapon 2, seguito dell’acclamato miscuglio di Rythm Game e strategia in cui si controllano e si gestiscono le proprie orde di panciuti monocoli al ritmo di tamburi tribali. Un ritmo diverso per ciascun comando e la colonna sonora si crea da sè. Tra l’altro, uno dei primi titoli (in terra statunitense) ad essere disponibile solo in Digital Delivery, alla faccia degli UMD e dei nuovi formati di matrigna Sony.
Prima di tornare al lavoro, per poi dirigermi verso un meritato (?) week end fiorentino da Fidanzata Fujiko (perdono, risponderò ai vostri commenti in settimana prossima – gomennasai) vorrei lasciare un duplice pensiero, cinematografico e videoludico.
La fan art è opera del bravissimo Canecodesign (di cui vi consiglio di visitare la galleria su Deviant Art). Un bel miscuglio tra Patapon (che son tentato di comprare per il fine settimana o per il lungo viaggio in treno che mi aspetta per Pasqua e Pasquetta) e 300, adattamento di Zack Snyder della graphic novel di Frank Miller.
Giusto una breve descrizione.
PATAPON è un videogioco per Playstation Portable, erede spirituale di Loco Roco, in cui si guida una piccola tribu di esserini attraverso il suono di quattro tamburi. Il bello è che non manca una componente strategica, visto che gli ordini impartibili sono più di 30 (edit: mi dicono dalla regia che invece sono solo sei… che peccato) e che è possibile decidere quale truppa schierare di volta in volta ed il suo equipaggiamento. I comandi però vanno impartiti come detto con il suono di quattro tamburi; corrispondenti ai tasti della PSP da premere col giusto tempismo (alla Space Channel 5, per intenderci). Come potete vedere, il risultato è gradevole e stilosissimo:
300. Onesto adattamento di un capolavoro. Il film rende appieno giustizia allo stile grafico di Miller, tanto da replicare, su schermo, quasi esattamente le tavole del fumetto. Merito anche di una fotografia curatissima e particolarmente satura (e se lo dice un daltonico). La stragrande maggioranza delle scene è girata su blue screen, particolare che, considerato il ritmo del film e il suo confezionamento finale, ha secondo me dello sbalorditivo. Molto meglio di quanto non abbia fatto Lucas con i nuovi episodi di Star Wars. Magari prima del film, cercate di leggere la graphic novel.
Insomma, se proprio non sapete che fare questo fine settimana, io vi ho dato due (tre) spunti!
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