Sperando che le promesse di maggiore varietà vengano rispettate. Sperando nella stessa attenzione ai dettagli del precedente. Sperando in un dipanarsi della storia ancor più maestoso ed intrigante. Sperando…
Ma chi se ne frega? Ho adorato il primo. Divorerò il secondo.
Che poi, già ambientazione e periodo storico del primo mi mandavano in sollucchero; questo poi mi spedisce direttamente al settimo cielo.
Non deve essere una cosa piacevole subire un intervengo invasivo come la colonscopia. Eppure è un check up più che consigliato una volta passati i 50 anni.
Considerato che ne ho (quasi) trentadue, è molto probabile che per quando toccherà a me saranno già stati messi a punto nuovi e più moderni strumenti che renderanno obsolete le attuali pratiche mediche.
Quindi, subirò, anzi, subiremo questo:
Video promozionale per l’uscita del remake di Bionic Commando da parte di Capcom, gioco in cui il protagonista utilizza un macroscopico arto bionico per fare tarzan ed in linea di massima eseguire qualsiasi azione, dalla proctologia all’aprire una scatoletta di sardine fino ad arrivare alla guerriglia.
Segue trailer (a me la demo multiplayer non è piaciuta).
Ok, adesso non abituiamoci male: tre post in meno di 24 ore sono quasi troppi. Ma non potevo esimermi dal condividere questo particolare, in cui mi sono imbattuto giocando a “Star Wars: il potere della forza” (adattamento davvero risibile del ben più enfatico “Star Wars: the force unleashed”):
Siamo di ritorno su Kashyyk, pianeta natale degli Wookie, ed esploriamo le stanze private del neo insediato governatore, patito della caccia. E là, in bella mostra tra tanti trofei di un bestiario più o meno conosciuto, chi troviamo? Ma il “caro” Jar Jar, intrappolato nella carbonite. Brutta fine per un Senatore.
Verrebbe da dire che è una vergogna fargli condividere la sorte di Han Solo.
E chi ti tirerà fuori da lì adesso, caro Jar Jar? Forse Obi Wan? O la senatrice Padmè? O il tuo vecchio amico Ani? Magari arriva direttamente George Lucas da una galassia lontana lontana. “Mì non pensa mucho”, Jar Jar.
Nota sul gioco:
ripetitivo, graficamente altalenante, scimmiotta senza risultato il gameplay di God of War con un sistema di Quick Time Event addirittura imbarazzante. Non parliamo degli scontri con i boss di fine livello. Arbitrari e del tutto incolore.
Un titolo che non ha saputo soddisfare le aspettative, altissime, create ad arte al suo lancio. Nè dal punto di vista tecnico, tantomeno da quello del gameplay. Un vero passo falso per Lucasarts. Nonostante uno sforzo produttivo che trasuda da tanti, troppi dettagli.
Eppure. Una delle storie più belle raccontate dell’universo di Star Wars. Tolti film e libri (e comunque è al di sopra di alcuni, fra questi), e volendo considerare solo i videogiochi, è secondo per trama solo a KotOR e Dark Forces. E scusate se è poco. Epico e coinvolgente. Rimescola molte carte in tavola e scopre lati inediti di alcuni dei protagonisti (e comprimari più amati).
L’ho divorato (è molto corto in verità) in nemmeno due giorni. Lo consiglio caldamente ad ogni appassionato della saga, a patto di non buttarci sopra più di 20 eurozzi. E del resto, la stagione è matura per un usato.
Di seguito, videorecensione da Gametrailers (con cui non sono proprio d’accordissimo):
Non me ne vogliano i fan del mastodontico nuovo monolito di casa Sony, ma a mio modo di vedere, eccettuato un Little Big Planet (cmq di scarso successo commerciale) ed un Killzone 2 davvero molto bello esteticamente, non erano molti i titoli che mi spingessero all’acquisto di una Playstation 3.
Adesso ho un motivo in più.
Nome in codice: “Project Trico”. Seguito spirituale (ma son pronto a scommettere, nemmen poi tanto spirituale) di quei capolavori che sono Ico e Shadow of the Colossus. Parto geniale della mente di Fumito Ueda, uno dei pochi game designer ancora degni di questo nome, ed ancora indipendenti da politiche di mercato, nonostante il legame con casa Sony.
Che altro aggiungere? Del gioco si sa ancora poco o nulla. Gustatevi il trailer, in attesa di nuovi dettagli all’E3.
Per me capolavoro annunciato. Quasi mi commuovevo nel vedere quanto è umanamente animato e realizzato il cucciolo di Grifone (perchè quello a me sembra :D).
Maggiori dettagli ed impressioni, al ritorno dall’ufficio :(
—— BREAK ——-
Incredibile quante cose accadono in otto (nove) e passa (non che non passano) ore in ufficio.
Ma tornando a noi. Direi che la bellezza intrinseca del video sia totalmente fuori discussione. Così come il pathos che riesce a scaturire da un taglio decisamente più che cinematografico. Non parliamo poi del legame emotivo: ero al telefono con Fidanzata Fujiko in pausa pranzo e, riguardando il filmato, non sono riuscito a trattenere un CHECCARINO quando il coso ha emesso il suo vagito, una volta uscito alla luce del giorno.
Sì, mi vergogno di me stesso.
Al di là di tutto questo, direi che già si può capire qualcosa del gioco. I temi cari a Ueda tornano prepotenti: l’emarginazione, la solitudine, ed il legame con creature (o persone) misteriose. Il bambino pare una versione giovane e priva di cornute appendici del protagonista di Ico, dettaglio che potrebbe farci pensare ad un prequel. Pare indubbio però che il titolo sia ambientato nel medesimo universo.
Si intuisce già qualche elemento del gameplay: le frecce nel corpo del grifone fanno pensare a combattimenti contro esseri umani (ma chi potrebbe mai ferire quel dolcissimo esserino?). Il creaturo dovrà essere opportunamente alimentato, e sarà supporto indispensabile per l’esplorazione dell’ambiente circostante.
Io la butto lì: e se invece di impersonare il bambino, dovessimo calarci nei panni (un pò pelosi, invero) del colossale grifone?
P.S. in extremis, aggiungo un particolare: tecnicamente siam lontani dalla perfezione. In particolare trovo curioso il dettaglio con cui è resa la creatura, davvero fotorealistica, al confronto con il rendering del bambino, che sembra più un pupazzo che un essere umano.
Quasi cinque mesi dall’ultimo post. Post non proprio allegrissimo a dire il vero. Forse è il caso di dare un piccolo segnale che sono ancora vivo (più o meno) e vegeto (magari).
E quale mezzo migliore se non rendendo omaggio a chi ha reso omaggio ad uno dei videogiochi più belli del 2008? In fondo, questo blog più che di me ha sempre raccontato della mia passione per i videogiochi, ed inoltre, i personaggi di VGCats (videogames cats) sono da sempre il mio alter ego d’elezione nella vita virtuale che ormai frequento sempre meno spesso.
Ad eccezione, naturalmente, delle lurkate su facebook per spiare profili di amici e conoscenti. Si capisce.
Ho deciso però di non fare proclami per questo mio ritorno: portano decisamente male. Potrei reiniziare a scrivere due volte al giorno, come ai cari vecchi tempi, come tornare su questi lidi per festeggiare il capodanno.
Però qualche rapido aggiornamento sulla mia vita, vorrei farlo. Per i due o tre lettori ormai rimasti e per chi passerà di qua. E poi, bòn, mettiamo un punto, in questa sera di 19 Maggio 2009. Quindi, brevemente fra le notabilia:
lavoro ormai da 11 mesi
lavoro ormai da due mesi senza una collega con la caviglia rotta
lo stress lavorativo sale
Fidanzata Fujiko ed io stiamo insieme da due anni e mezzo ormai
Fidanzata Fujiko è in giappone da due mesi ormai (per restarci altri tre)
lo stress affettivo sale
fratello Zonatar s’è fatto il motorino
Mamma Heidi ha lasciato la borsa bella in vista dentro la macchina e qualcuno ha ben pensato che i finestrini non erano un deterrente sufficiente per impedirne il furto
Babbo Orsosaggio è arcaico perchè scrive “ciliegie” invece di “ciliege”
i miei amici, vicini e lontani, fanno di tutto per coinvolgermi ed impedire che mi imbrutisca peggio di un orso eremita convinto che il muschio sotto le ascelle sia pratico e funzionale, e di questo li ringrazio
sfogo lo stress comprando un sacco di videogiochi (per lo più usati, per fortuna) che provo per qualche minuto e poi lacio là
mi sento in colpa perchè spendo un sacco di soldi in giochi che non finisco, e lo stress sale
sto dimagrendo, ma resto flaccido perchè non ho voglia nè intenzione di fare esercizio fisico
Da ciò possiamo trarre le seguenti conclusioni:
non posso lamentarmi delle mie amicizie
sono stressato
alla faccia della crisi ho un lavoro a tempo indeterminato
sto regredendo alla fase adolescenziale, ammesso che mi sia mai evoluto
… l’ho detto che sono stressato?
Chiudo questo post così come l’ho aperto. Sono sempre vivo. Sono sempre qua. Nessuno mi toglierà da qua. Tra alti e bassi, ma questa è la mia finestra sul web e su quella che è la mia passione forse meno sbandierata ma più vera: la scrittura. La verve tornerà con l’esercizio.
“…I feel FANTASTIC and I’m still alive
While you are dying I’ll be still alive
And when you’re dead I’ll be still alive
STILL ALIVE
still alive…”
P.S. tra i tanti che hanno notato la mia assenza su queste pagine, segnalo il sempre ottimo Akira, che ha anche tentato di coinvolgermi nel suo blog. Invito che ho declinato per mancanza di tempo e di energie mentali. E perchè, lo ammetto, mi diverto molto di più a scrivere a ruota libera di qualsiasi cazzata mi venga in mente qua, che dovendo rispettare pur simboliche scadenze parlando di argomenti ben precisi. Se vorrà, quando vorrà, ha piena facoltà di attingere a piene mani da questo blog ripubblicando sul suo (magari ricordandosi di firmare l’intervento come “TiamaT” :P). Questo giusto per avvisare i pochi affezionati che se dovvesse succedere quanto descritto, non stanno vedendo doppio: semplicemente il buon Akira ha deciso che quel che scrivo è degno di ben più autorevoli (e frequentate) testate.
Sempre ammesso che io continui a scrivere con una frequenza che possa definirsi decente, beninteso :D