Non so perchè, ma quello che più mi rimase impresso dopo la visione di “The Grudge” fu quanto fosse buffo ed inquietante il mostro con il collo gommosamente e smodatamente lungo. Forse troppi cartoni animati giapponesi nella mia infanzia, ma non posso negare che la pellicola m’impressionò molto positivamente. E anche qua dovrei ritagliarmi un paio d’orette per vedermi l’originale nipponico, quel Ju-On di cui fratello Zonatar dice un gran bene.
Ma perchè parlare di un film vecchio di anni se non in concomitanza della sua trasposizione videoludica?
Il gioco è in sviluppo nientepopòdimenoche per Nintendo Wii. Dopo la simulazione di ragazza Pòn Pòn, quella di giardinaggio e di cucina, un bell’horror fatto bene ci voleva proprio.
Confidando in un buon sistma di controllo (chi l’ha provato canta le lodi di una torcia elettrica realistica e ben gestita tramite Wiimote) non possiamo che incrociare le dita sulla storia e sulla resa artistica finale. Anche considerando il coinvolgimento del regista della pellicola originale (quella giapponese).
Di seguito, la dura educazione dei pargoli giapponesi, costretti dai padri a spaventi immotivati quando ancora in tenera età:
Fin qui, nulla di strano: ennesimo remake di un glorioso titolo che sfrutta (o vorrebbe sfruttare ma lo fa poco e male) i “nuovi” (ed imprecisi) controlli del Wii. Proverollo e farovvi sapere, per parlare in Itagliano.
Altra cosa poco strana è che nel nuovo continente per lanciare il titolo siano stati organizzanti eventi, presentazioni e vendute magliette e articoli promozionali. Tra cui anche il kit sottostante:
Alla modica cifra di 37 dollarozzi, ci si poteva portare a casa: una replica di guantone; un tirapugni da tavolo raffigurante il grassone dell’immagine; un paio di boxer da pugile… e non ricordo bene che altro.
Ora, il problema sta proprio nei boxer, di cui potete vedere la foto segnaletica:
Secondo lo stato della California, e come si evince dall’etichetta sottostante, la vernice gialla con cui sono state dipinte le simpatiche stelline “POTREBBE” provocare il cancro.
Ora, è noto che gli americani cerchino sempre di pararsi il culo con messaggi del genere (“se scuotete la macchina distributrice, questa potrebbe cadervi addosso e uccidervi”; “gli oggetti mostrati nello specchietto potrebbero risultare più vicini di quello che appaiono”…)… ma non stiamo un pò esagerando?
Ok, adesso non abituiamoci male: tre post in meno di 24 ore sono quasi troppi. Ma non potevo esimermi dal condividere questo particolare, in cui mi sono imbattuto giocando a “Star Wars: il potere della forza” (adattamento davvero risibile del ben più enfatico “Star Wars: the force unleashed”):
Siamo di ritorno su Kashyyk, pianeta natale degli Wookie, ed esploriamo le stanze private del neo insediato governatore, patito della caccia. E là, in bella mostra tra tanti trofei di un bestiario più o meno conosciuto, chi troviamo? Ma il “caro” Jar Jar, intrappolato nella carbonite. Brutta fine per un Senatore.
Verrebbe da dire che è una vergogna fargli condividere la sorte di Han Solo.
E chi ti tirerà fuori da lì adesso, caro Jar Jar? Forse Obi Wan? O la senatrice Padmè? O il tuo vecchio amico Ani? Magari arriva direttamente George Lucas da una galassia lontana lontana. “Mì non pensa mucho”, Jar Jar.
Nota sul gioco:
ripetitivo, graficamente altalenante, scimmiotta senza risultato il gameplay di God of War con un sistema di Quick Time Event addirittura imbarazzante. Non parliamo degli scontri con i boss di fine livello. Arbitrari e del tutto incolore.
Un titolo che non ha saputo soddisfare le aspettative, altissime, create ad arte al suo lancio. Nè dal punto di vista tecnico, tantomeno da quello del gameplay. Un vero passo falso per Lucasarts. Nonostante uno sforzo produttivo che trasuda da tanti, troppi dettagli.
Eppure. Una delle storie più belle raccontate dell’universo di Star Wars. Tolti film e libri (e comunque è al di sopra di alcuni, fra questi), e volendo considerare solo i videogiochi, è secondo per trama solo a KotOR e Dark Forces. E scusate se è poco. Epico e coinvolgente. Rimescola molte carte in tavola e scopre lati inediti di alcuni dei protagonisti (e comprimari più amati).
L’ho divorato (è molto corto in verità) in nemmeno due giorni. Lo consiglio caldamente ad ogni appassionato della saga, a patto di non buttarci sopra più di 20 eurozzi. E del resto, la stagione è matura per un usato.
Di seguito, videorecensione da Gametrailers (con cui non sono proprio d’accordissimo):
Penny Arcade mi aiuta a sintetizzare quelle che sono state le conference delle tre “grandi” del panorama videoludico internazionale.
Per i non anglofoni:
[Delegato Microsoft]: “Il nostro target demografico è davvero l’otaku incallito appassionato di cinema, che canta insieme alla mamma” (traduzione mooolto libera: il riferimento è al nuovo Karaoke annunciato per Xbox 360).
[Reggie Fils-Aime, presidente Nintendo America]: “Siamo fottutamente ricchi. Ecco un pò di schifezze di cui non ve ne può fregare di meno.”
[Jack Tretton, presidente Sony Computer Entertainment America]: “Andiamo ragazzi, per favore… PER FAVOOORE! Dateci solo un altro anno… sapete che siamo bravi a fare videogiochi…”
Ecco, in sintesi quello che è successo.
Microsoft che non perde di vista l’appassionato incallito, ma strizza l’occhio al casual gamer, copiando spudoratamente Nintendo (con i nuovi Avatar, identici ai Mii).
Nintendo perde completamente di vista l’appassionato incallito e continua a proporre giochi che piacciono più a mia madre che a me (o che sono semplicemente riciclati da vecchie glorie). Ah, e non scordiamoci il nuovo giroscopio per il Wiimote. Pensavate di aver regalato abbastanza soldi a mamma Nintendo? Sbagliavate!
Sony è l’immagine della tristezza. Il nulla più assoluto. La PS3 continua ad essere un incubo da programmare (prova ne sia il Wipeout HD rimandato ancora per problemi critici nello sviluppo). Stessi vecchi giochi annunciati due anni fa (Killzone 2, dove sei? Uscirai?). Di giochi nuovi nemmeno l’ombra (eccettuato un God of War III di cui si è visto solo un trailer e che, visti i tempi di sviluppo forse vedremo nel 2011). La perdita di un’esclusiva importantissima (Final Fantasy XIII).
A proposito: ma davvero crediamo ancora nelle esclusive? Con tutto quello che costa sviluppare un gioco di “terza generazione”, davvero speriamo che basti farlo uscire su di una console per renderlo un successo commerciale? Molti pubblisher ormai invocano i giochi scaricabili (da Live Arcade, Playstation Network o Wiiware) come il futuro. Perchè? Perchè costano poco e rendono molto. Davvero vi stupisce che il prossimo Ratchet and Clank non sarà un gioco nuovo ma praticamente un’espansione acquistabile (e scaricabile) online? E quanto credete che resterà Metal Gear 4 in esclusiva su Sony?
Il mercato videoludico sta cambiando… e a me sta sempre più simpatica Microsoft…
Ancora frastornato dal secondo giorno del nuovo lavoro, non posso fare a meno di rendere omaggio ad uno dei migliori personaggi mai partoriti dai geniacci di casa Nintendo, di cui riporto uno dei Cosplay più riusciti.
(Lo so che è il Cosplay che v’interessa, quindi trovate maggiori informazioni a questo indirizzo… oddio, mi sento un pò come quello che dette una perla ai porci).
Ad ogni modo, il personaggio così bellamente rappresentato è nientepopòdimenoche Samus Aran, intrepida protagonista della serie di Metroid (e comparsa in altri giochi della grande ‘N’), eroina videoludica ante litteram, nascosta dietro la spessa e futuristica armatura che tutti noi allup… appassionati, conosciamo bene.
Fatto sta che gran parte del suo fascino risiede proprio nel fatto di rimanere celata praticamente per tutta la durata dei giochi che la vedono protagonista. Certo, l’effetto sorpresa è un pò scemato, visto che il personaggio di Yunpei Yokoi (sì, proprio il compianto inventore dei Game & Watch) ha debutato nel lontano 1986 (e già allora si poteva scoprire la sua appartenenza al gentil sesso); però è sempre un piacere calarsi nei panni della cacciatrice di taglie più temuta dello spazio.
Mentre aggiungo una seconda foto della nostra grintosa Cosplayer (e non dite che vi dispiace, maschietti), non posso esimermi dal consigliare uno qualsiasi degli episodi della serie. Sono usciti un pò per qualsiasi console Nintendo, quindi non ci sono grosse scuse. Personalmente prediligo quelli usciti su console portatili, ma mi dicono che (forse) l’episodio più risuscito sia quello uscito per Gamecube: l’osannato Metroid Prime che per primo ha portato i videogiocatori dentro al visore di Samus Aran, in un mondo per la prima volta tridimensionale (e che magia vedere ad ogni colpo il volto di Samus riflettersi sul visore del casco).
Ma che fossero a due o tre dimensioni, i titoli nati sotto il nome “Metroid” hanno da sempre rappresentato un mix eccellente di esplorazione, azione e salti millimetrici. Uno dei primissimi tentativi di mescolare due generi che andavano fortissimo: lo Shot’em up (R-type, Gradius) e il Platform game (Super Mario, anyone?), condendoli con quel pizzico di esplorazione che costringeva (e costringe, per fortuna) chi gioca a tornare spesso sui suoi passi per ottenere nuove armi, potenziamenti e gadget, indispensabili per proseguire nel gioco.
Quel che si chiama back tracking e che, se a parole può sembrare uno squallido espediente per costringere chi gioca a passare ore e ore in ambienti di gioco non proprio vastissimi, quando ben eseguito (ed in Metroid lo è SEMPRE stato) da l’illusione di vivere una vera e propria avventura, in cui la protagonista cresce ed acquista sempre nuovo potere.
Insomma, come ve lo devo dire che ho di recente finito Metroid Prime 3 su Wii e che l’ho trovato bellissimo?
Ottimi i controlli, spaventosa la precisione, molto bella la trama e poi… Samus è sempre Samus. Un invito agli scettici: provatelo. Non fate l’errore di considerarlo l’ennesimo FPS mal riuscito su Console Wii. Scoprirete una gemma… e gustatevi la video recensione di Gametrailers!
Ah, e per tutti quelli che proprio non riescono a farsi andare giù gli FPS, fate un pensierino su Super Smash Brothers Brawl, in cui la cacciatrice di taglie partecipa a scontri all’ultimo cazzottone con altri personaggi Nintendo.
P.S. se in Brawl è disponibile una versione di Samus in tuta, diciamo così, “aderente”, finendo i vari Metroid a determinate condizioni, si ottengono artwork sempre meno, diciamo così, coperti da armature… a buon intenditor…