Il discorso meriterebbe un vasto approfondimento.
Dalla Fidanzata Fujiko che adora Viva Pinata e Guitar Hero, a Mamma Heidi che è rimasta affascinata dal DS e da Animal Crossing (senza però avere il coraggio di affrontare il videogioco vero e proprio), sono molti gli aneddoti che potrei raccontare.
Il fulcro del discorso, però, è che i videogiochi stanno letteralmente facendo la corte all’altra metà del cielo, tentandola con titoli appositamente studiati o addirittura scendendo a compromessi nella filosofia stessa di gioco. Nessuno infatti ha mai fatto mistero che Nintendo Wii sia pensata proprio per strizzare l’occhio ad un pubblico nuovo, prevalentemente composto da esponenti del gentil sesso.
Il condizionale in apertura non è però casuale. L’argomento MERITEREBBE approfondimento, ma non lo troverà in questo post. Forse in futuro ne riparlerò più diffusamente, tutto quello che mi permette l’umore (comprensibilmente) nero di oggi è una veloce segnalazione e una riflessione.
Il gioco (per Nintendo DS) che vedete nel filmato si chiama “Love Revo“ ed è una sorta di simulatore di appuntamenti al contrario. Il giocatore non veste infatti i panni di un giovane maniaco con il solo obiettivo di rimorchiare un intero appartamento di giovani fanciulle (sì, esistono giochi di questo tipo). Piuttosto la protagonista è una giovane ragazza, decisa a far innamorare di se uno degli androgini fanciulli che ruotano attorno alla sua vita.
Ma c’è un particolare che rende Love Revo diverso dalla massa. L’alter ego digitale ha un piccolo problema di linea: pesa infatti più di 100 kg. Sarà compito del giocatore, attraverso una serie di minigiochi e di scelte oculate (manco a dirlo a riguardanti il corretto regime alimentare), farla rientrare nel suo peso forma, rendendola appetibile agli occhi dei giovanotti di cui sopra.
Ora, io capisco che la linea sia una delle ossessioni delle donne di ogni età. Ma, e mi rivolgo alle (poche) lettrici di queste pagine, c’era proprio bisogno di incentrare tutto un videogioco su questo tema? Voglio dire, non basta uno Zelda, o un Animal Crossing, finanche un Cooking Mama, per farvi videogiocare? Oppure sono i produttori di questo videogioco ad essere un pò “sopra le righe”?
Certo, il pubblico giapponese (Love Revo è edito solo in Nippolandia) è molto particolare, ma avrei sperato in visioni meno stereotipate dei videogiochi al femminile.
Nota di lettura del fumetto: la protagonista del videogioco “Cooking Mama” (in cui si devono eseguire ricette su Wii e Nintendo DS) suggerisce a Shigeru Miyamoto (geniale game designer Nintendo e leggenda del videogioco) tre nuove versioni del titolo. “Mamma dottore”, “Mamma istruita”, “Mamma dirigente”. La risposta è un bell’occhio nero e Mama di nuovo ai fornelli.
P.S. l’abitino dei Pokèmon, purtroppo è vero. E di un cattivo gusto feticista assolutamente assurdo.





