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Nuovo desktop e nuova canzone

Pubblicato su Videoludica, Vita Vissuta, microsoft, nintendo con i tag, , il Aprile 14, 2008 da tiamat77

Applausi, e tanti, per la nuova canzone di CAPAREZZA, “Abiura di me”.

Anche, ma non solo, per le decine di citazioni prese dal mondo dei videogiochi. Spero che questo rimanga un caso isolato, su questo Blog, ma eccovi il testo completo.

Abiura di me

“Se pensi che possa cambiare il mondo ti sbagli alla grande. E’ già tanto se mi cambio le mutande. voglio solo darti un’emicrania lancinante fino a che non salti nel vuoto come uno stunt man. Pensavi che sparassi palle? Bravo! io sono il drago di Puzzle Bobble. Come Crash mi piace rompere le scatole ma rischio le mazzate che nemmeno Double Dragon.
Sarà per questo che c’è sempre qualche bloggher che mi investirebbe come a Frogger. Gli bucherò le gomme e bye bye, al limite può farmi una Sega Megadrive. Non mi vedrai salvare un solo lemming, né stare qui a fare la muffa come Fleming.
Non darmi Grammy né premi da star ma giocati il tuo penny e premi ’start’.

RIT: Io voglio passare ad un livello successivo, voglio dare vita a ciò che scrivo.
Sono paranoioco ed ossessivo fino all’abiura di me. Vado ad un livello successivo dove dare vita a ciò che scrivo.
Sono paranoico ed ossessivo fino all’abiura di me.

Io faccio politica pure quando respiro, mica scrivo musica giocando a Guitar Hero. Questi argomenti mi fanno sentire vivo in mezzo a troppi zombie di Resident Evil. Macché divo, mi chiudo a riccio più di Sonic, fino a che non perdo l’armatura come a Ghost’n'Goblins. Mi metto a nudo io, non mi nascondo come Snake in Metal Gear Solid. Ho 500 amighe, intesi? Faccio canzoni mica catechesi! Prendo soldi con il pugno alzato come Super Mario ma non li ho mai spesi.. per farmi le righe come a Tetris. La scena rap è controversa, sfuggo con un salto da Prince of Persia.
Io non gioco le olimpiadi Konami, se stacco le mani l’agitazione mi resta. RIT.

Io non vengo dalla strada sono troppo nerd, non sposo quella causa, ho troppi flirt. Vivo tra gente che col Red Alert passa la vita sui cubi come Q Bert. Ho visto pazzi, rievocare vecchi fantasmi come Pac Man e Dan Akroid.
Ho visto duri che risolvono problemi alzando muri che abbattono come ho fatto in Arkanoid. Nemmeno Freud saprebbe spiegarmi perchè la notte sogno di aumentare le armi. Perché la terra mi pare talmente maligna che in confronto Silent Hill assomiglia a Topolinia. Io devo scrivere perché sennò sclero, non mi interessa che tu condivida il mio pensiero. Non cammino sulle nubi come Wonder Boy. Mi credi il messia? Sono problemi tuoi! RIT.

Per quanto riguarda invece la nuova Wallpaper del mio desktop, ho trovato letteralmente irresistibile questa fan art:

(naturalmente, con un click potete raggiungere la versione ad alta risoluzione)

Donne e videogiochi

Pubblicato su Nintendo Wii, Videoludica, microsoft, nintendo, nintendo ds con i tag, , , il Marzo 28, 2008 da tiamat77

Il discorso meriterebbe un vasto approfondimento.

Dalla Fidanzata Fujiko che adora Viva Pinata e Guitar Hero, a Mamma Heidi che è rimasta affascinata dal DS e da Animal Crossing (senza però avere il coraggio di affrontare il videogioco vero e proprio), sono molti gli aneddoti che potrei raccontare.

Il fulcro del discorso, però, è che i videogiochi stanno letteralmente facendo la corte all’altra metà del cielo, tentandola con titoli appositamente studiati o addirittura scendendo a compromessi nella filosofia stessa di gioco. Nessuno infatti ha mai fatto mistero che Nintendo Wii sia pensata proprio per strizzare l’occhio ad un pubblico nuovo, prevalentemente composto da esponenti del gentil sesso.

Il condizionale in apertura non è però casuale. L’argomento MERITEREBBE approfondimento, ma non lo troverà in questo post. Forse in futuro ne riparlerò più diffusamente, tutto quello che mi permette l’umore (comprensibilmente) nero di oggi è una veloce segnalazione e una riflessione.

Il gioco (per Nintendo DS) che vedete nel filmato si chiama Love Revo ed è una sorta di simulatore di appuntamenti al contrario. Il giocatore non veste infatti i panni di un giovane maniaco con il solo obiettivo di rimorchiare un intero appartamento di giovani fanciulle (sì, esistono giochi di questo tipo). Piuttosto la protagonista è una giovane ragazza, decisa a far innamorare di se uno degli androgini fanciulli che ruotano attorno alla sua vita.

Ma c’è un particolare che rende Love Revo diverso dalla massa. L’alter ego digitale ha un piccolo problema di linea: pesa infatti più di 100 kg. Sarà compito del giocatore, attraverso una serie di minigiochi e di scelte oculate (manco a dirlo a riguardanti il corretto regime alimentare), farla rientrare nel suo peso forma, rendendola appetibile agli occhi dei giovanotti di cui sopra.

Ora, io capisco che la linea sia una delle ossessioni delle donne di ogni età. Ma, e mi rivolgo alle (poche) lettrici di queste pagine, c’era proprio bisogno di incentrare tutto un videogioco su questo tema? Voglio dire, non basta uno Zelda, o un Animal Crossing, finanche un Cooking Mama, per farvi videogiocare? Oppure sono i produttori di questo videogioco ad essere un pò “sopra le righe”?

Certo, il pubblico giapponese (Love Revo è edito solo in Nippolandia) è molto particolare, ma avrei sperato in visioni meno stereotipate dei videogiochi al femminile.

Nota di lettura del fumetto: la protagonista del videogioco “Cooking Mama” (in cui si devono eseguire ricette su Wii e Nintendo DS) suggerisce a Shigeru Miyamoto (geniale game designer Nintendo e leggenda del videogioco) tre nuove versioni del titolo. “Mamma dottore”, “Mamma istruita”, “Mamma dirigente”. La risposta è un bell’occhio nero e Mama di nuovo ai fornelli.

P.S. l’abitino dei Pokèmon, purtroppo è vero. E di un cattivo gusto feticista assolutamente assurdo.

Extreme Videogame Cat Fight

Pubblicato su PS2, Sony, Xbox 360, microsoft, nintendo con i tag, , , , il Marzo 25, 2008 da tiamat77

Non ho trovato titolo migliore.

Quasi fosse la versione videoludica di uno dei programmi “extreme” della fox (dove ti ricostruiscono la casa, la tua vita, il tuo seno o tua nonna), solo dedicato a donnine più o meno succinte, tratte dai videogiochi, che se le danno di santa ragione.

Preparatevi psicologicamente, perchè in questo post potrete “godere” (augurandomi che qualcuno di voi non mi prenda troppo in parola) di poco più di 20 minuti di combattimenti in stile Matrix con protagoniste le eroine delle serie di Final Fantasy e di Dead or Alive.

Non perdiamoci troppo in discorsi, quindi, e spariamo subito la prima cartuccia. Ecco a voi, Dead Fantasy, episodio 1.

Il video è opera di un (lasciatemelo dire) talentuoso ragazzo rispondente al nik “Monty Oum” capace di portare in vita i modelli poligonali più belli e formosi dei videogiochi in combattimenti (lasciatemelo dire) al limite della comprensione umana. In effetti devo ammettere di aver più volte perso il “filo del discorso”, visto quanto velocemente e assurdamente le eroine si scambiano i colpi. Ma se pensate che le cose non possono che migliorare, evidentemente non siete preparati per la parte seconda:

Un vero tripudio di mazzate.

Nell’attesa dell’inevitabile terza parte, vi lascio con uno dei primi video del ‘nostro’: Haloid, omaggio ai due colossal di casa Nintendo e Microsoft, dai tratti decisamente più grezzi, ma dalla coreografia decisamente più intellegibile.

P.S. tutti i kudos di questo mondo all’autore, al quale auguro ogni fortuna , possibilmente come animatore o coreografo in qualche grande produzione cinematografica, sperando, magari, che possa ridurre anche solo di una virgola il ritmo dei combattimenti e che non abbandoni mai (nemmeno dopo tante soddisfazioni professionali) l’animazione “amatoriale” rivolta a noi poveri appassionati di videogiochi.

Love story

Pubblicato su Videoludica, Vita Vissuta, Xbox 360, microsoft con i tag, , , il Marzo 18, 2008 da tiamat77

I tempi cambiano. Qualche giornalista scriverebbe che “le storie d’amore si adeguano alle nuove tecnologie”. Un modo come un altro per far intendere che il cronista sta parlando di qualcosa di assolutamente complicato ed incomprensibile, che logicamente ha qualcosa di semplicissimo e che, forse, chi legge, farebbe bene a scandalizzarsi.

In realtà, le famigerate nuove tecnologie, non sono nè complicate, nè tantomeno incomprensibili e sarebbe anche l’ora di chiamarle con il loro nome, cioè, mezzi di comunicazione di massa (se preferite, Mass Media).

Fatto sta che il pargolo che vedete nella foto non è un attore in fasce che presta inconsapevolmente la sua immagine per una campagna pubblicitaria, ma il frutto di un matrimonio, per così dire, propiziato dall’utilizzo del servizio Xbox Live. Non che il merito sia di Microsoft, beninteso: Mike e Stacy probabilmente si sarebbero conosciuti in ogni caso. Magari avrebbero fatto un bell’incidente automobilistico, prima di innamorarsi, considerato anche che lei è originaria della Georgia, mentre lui abitava nel Bronx.

Fatto sta che la coppia ha cominciato nella maniera classica: odiandosi. I due infatti sono stati acerrimi rivali giocando a Tom Clancy’s Rainbow Six Lockdown. Poi quasi per gioco si sono voluti incontrare, si son piaciuti, e adesso è nata la piccola creatura. Stacy e Mike hanno voluto ringraziare pubblicamente la casa di Redmond, dettaglio che fa quanto meno sospettare che la vicenda possa anche essere montata ad arte…

Da parte mia… posso solo dire che conosco più coppie che si son conosciute sulla grande rete di quelle che hanno usato i canali, così detti tradizionali…

La guerra degli Spot

Pubblicato su Nintendo Wii, Videoludica, Xbox 360, microsoft, nintendo con i tag, , , , il Marzo 13, 2008 da tiamat77

Sulla scia della discussione scatenata dall’argomento “pubblicità e videogiochi” (ma sarebbe meglio dire pubbilcità e console Sony), propongo ai lettori qualche altro spunto di riflessione.

Quello che segue è uno spot che pubblicizzava (quasi tre anni fa) il lancio della Xbox 360:

Inutile dire che la ritengo una pubblicità geniale e, stranamente, molto più attinente al prodotto finito di quanto non lo siano stati i “cortometraggi” di casa Sony. C’è tutto: divertimento (ragazzi, i videogiochi sono GIOCHI. punto. non sono status symbol come qualcuno vorrebbe farci credere), immediatezza e… comunità. Il riferimento palese è quello al servizio on line di Xbox Live.

Stranamente, questo spot è stato (ingiustamente) censurato.

Altro giro, altra corsa.

Ammetto che sponsarizzare il Wii sia molto più semplice. Ma alla fine qui vediamo il prodotto all’opera, e con i due/tre giochi che, a distanza di un anno rimangono la colonna portante dell’offerta videoludica Nintendo (e ancora aspettiamo Brawl e Kart). Però, permettetemi, lo stile è completamente diverso dagli spot Sony. Più pacato e garbato, se vogliamo e allo stesso tempo efficace.

Già, perchè uno spot deve essere anche efficace. E allora come interpretare l’anno di magra che è toccato a Sony con PS3 e PSP? E lo straordinario successo di PS2?

Forse la riflessione da fare è un’altra. Probabilmente lo spot non serve più a “promuovere” un nuovo prodotto, ma a fornire un’identità in cui gli utenti possano riconoscersi. Ammesso che questo sia vero, credo sia una cosa estremamente triste. Quasi un’insulto alla ragione umana. Come a dire che non m’interessa tanto quello che riesce a fare l’apparecchio che acquisto (in questo caso: intrattenere) e come riesce a farlo. Piuttosto m’interessa essere riconosciuto come possessore di quell’apparecchio. Siamo quello che possediamo.

Altri due spot mi fa piacere condividere:

Censuratissimo ed assolutamente fuoriluogo, secondo me.

Ma anche:

Premiatissimo, per motivi che a me restano ancora oscuri.

Per ora chiudo qua. Mi piace leggere anche le opinioni di chi avrà la pazienza di leggere e di farsi un’idea. Prossimamente (a dio piacendo e se non lo riterrete troppo noioso) magari una bella retrospettiva sugli spot d’annata di Sega e Nintendo, con qualche “personaggio” italiano che magari poi si è pentito di aver prestato la sua immagine…

P.S. ma chiudiamo in bellezza, dai:

Titolo: The second best thing to do in the dark (la seconda miglior cosa da fare al buio)