Dura la vita dell’idraulico, soprattutto quando è in missione per salvare una principessa.
E ancora…
E voi, come uccidereste Mario?
P.S. grazie a Fidanzata Fujiko per la segnalazione!
Dura la vita dell’idraulico, soprattutto quando è in missione per salvare una principessa.
E ancora…
E voi, come uccidereste Mario?
P.S. grazie a Fidanzata Fujiko per la segnalazione!
Ma mica un fidanzato qualsiasi, altrimenti che gusto ci sarebbe?
Il pretendente deve somigliare a Link, con tanto di “ciuffo biondo da skater” e “occhi luminosi”. E questo perchè… bhè, perchè l’autrice della richiesta dice di somigliare a Zelda. Lascio a voi giudicare:

E, logicamente, il suo “pretendente” dovrebbe somigliare a questo:
Ma se credete che la qui presente fanciulla si fermi alle apparenze, vi sbagliate di grosso. La nostra eroina infatti vuole un ragazzo che sia anche romantico, che creda nella Cavalleria (la maiuscola l’ho aggiunta io), nell’amore, nelle vecchie maniere e che non abbia problemi con la cultura europea.
Letteralmente: “doesnt have a problem with european culture”. Io tutto avrei pensato, tranne che gli americani (la fanciulla è di Denver, se non sbaglio) potessero disprezzare la cultura europea. Voglio dire, almeno noi una cultura ce l’abbiamo. Che la loro possa essere invidia?
Ma è tutto un altro discorso. Tornando a noi, se la distanza non vi spaventa, e pensate di possedere i requisiti necessari, ecco l’annuncio. Non mi sembra vero di poter aiutare una pazza furiosa a realizzare il proprio desiderio.
Personalmente, penso che l’Amore sia (o non sia, dipende da come mi sveglio la mattina) una cosa totalmente diversa. Diversa soprattutto dal cosplay. Anzi, vi dirò di più: se fidanzata Fujiko decidesse di vestirsi da Link, potrei anche fare un’eccezione e corteggiare un “uomo”.
E se pensate che stia esagerando, date un’occhiata qua:

(non vi preoccupate: c’è tutta un’intera galleria delle due fanciulle a portata di click)
Peccato che le due Link non abbiano lanciato nessun appello: conosco più di un ragazzo che sarebbe disposto a travestirsi da Zelda pur di conoscerle.
Il Guinnes dei primati, da quest’anno, ha deciso di occuparsi anche di videogiochi e videogiocatori, pubblicando tutta quella serie di stranezze che passano sotto il nome di “record”. Così finalmene sapremo chi ha finito nel minor tempo possibile Super Mario Bros o quanti peli del naso saranno renderizzati nel modello poligonale di Solid Snake nel prossimo Metal Gear.
Son soddisfazioni che danno dignità al videogioco come fenomeno culturale.
(clik sull’immagine per un assaggio dell’edizione)
Ironia a parte, prendiamo questa edizione come un segno dei tempi che cambiano. Non che mi aspetti chissà quale rivoluzione. Anzi, probabilmente i videogiocatori sembreranno ancora più nerd dopo questa edizione, ma si sa: anche la pubblicità cattiva è comunque pubblicità.
Tornando a bomba sull’argomento del topic, gli organizzatori si stanno apprestando a registrare il “largest gathering of people dressed as videogames characters” (il più grande raduno di persone vestite come personaggi di videogiochi… e imparate l’inglese, che serve!). Stranamente, l’evento si terrà a Londra e non, come era logico supporre, a Tokyo. Se Martedì 18 Marzo vi trovate nella capitale britannica e volete partecipare, siete pregati di mandare una mail a gamesgathering@guinnessworldrecords.com , specificando nell’oggetto “London March 18″.
(Non che creda che qualche lettore del blog abbia intenzione di partecipare, ma, nel caso, mandate qualche foto).
Certo che, conoscendo la comunità dei videogiocatori, credo che questa prima edizione del Guinnes dedicata al videogioco, scatenerà (dio ce ne scampi e liberi) una corsa forsennata al miglior record.
Ho deciso: voglio andare a Copenaghen.

La foto che vedete è la testimonianza visiva di uno dei venerdì sera del pub Scroll Bar (nome geniale, se volete il mio parere), la cui gestione, giorno in cui la gestione, se ho ben capito, viene affidata agli studenti della vicina facoltà di Information Technology.
Dopo qualche esperimento, i ragazzi hanno pensato bene di trasformare la serata in un vero e proprio MARIO PARTY, con tanto di decorazioni a tema e di DRINK PERSONALIZZATI (trovate la lista con tanto di ingredienti al link poco sopra).
Personalmente, sarei curioso di provare queste due bontà:
YOSHI

1/2 succo alla mela
1/4 grappa alla mela verde
1/8 succo al melone
1/8 succo di limone
shakerare, servire con ghiaccio, guarnito da due spicchi di limone
e
BOWSER

1/4 Tequila
1/8 Coin - treau (potevano scriverlo diversamente?)
1/2 succo d’arancia
1/8 Grenadine
versare i primi tre ingredienti e poi aggiungere lentamente la Grenadine, per ottenere il caratteristico colore. Servire con ghiaccio in bicchiere alto, con una buccia di pomodoro come guarnizione.
Mi sa che una di queste sere lo provo davvero uno di questi cocktails.
Credo che chiunque abbia potuto godere del trailer del prossimo film Pixar sia stato rapito dalla sua bellezza e dalla sua carica poetica. E poi.. insomma, è troppo puccioso questo robot spazzino/compattatore di rifiuti (oddio, la Fidanzata Fujiko mi sta trasformando in un abominevole adoratore di pucciosità). Nel caso qualcuno si fosse perso la chicca, rimediamo:
Insomma, non c’è nulla da fare: è adorabile. Ed il lavoro del miglior studio di computer grafica al mondo è, come sempre, ineccepibile. Per non parlare di quell’ “uuuuoooolllli” con cui si conclude il trailer.
Ma ancora più adorabile è questo fantastico case mod, realizzato da un tedesco (valli a capire, questi grucchi!) utilizzando nientepopodimenoche un Game Cube. Naturalmente la console è perfettamente funzionante, anche se, temo, non compatterà i rifiuti di casa. Tra l’altro, permettetemi di spezzare una lancia per una macchina da gioco sfortunata, bistrattata dalle terze parti ma nonostante tutto capace di regalarmi giornate di puro divertimento. Ma questo è tutto un altro discorso.
Ora devo solo capire dove trovare tutti i pezzi per costruirmi il mio Wall-E.
P.S. se tra le tante meraviglie del trailer, vi ha particolarmente colpito la colonna sonora, vi consiglio CALDAMENTE di prendere visione di Brazil, del maestro Terry Gilliam, tappa obbligata di qualsiasi cinefilo che si rispetti.