“…La storia ci racconta come finì la corsa
la macchina deviata lungo una linea morta.
Con l’ultimo suo grido d’animale,
la macchina eruttò lapilli e lava.
Esplose contro il cielo,
poi il fumo sparse il velo:
lo raccolsero che ancora respirava,
lo raccolsero che ancora respirava,
lo raccolsero che ancora respirava…”
Perchè la vita a volte dura davvero troppo poco. E quando pronunci la stessa identica frase che hai scritto solo un attimo prima, non ti rendi conto di quanta realtà crudele nasconda.
In memoria di un piccolo gatto. Morto senza ancora un nome, non si sa come, nè perchè, solo nel sonno. Dopo aver ricevuto gli unici tre giorni di affetto, in una vita durata poche settimane. Avrebbe potuto morire senza che nessuno lo sapesse. E’ morto dopo avermi regalato un sonno ricco di fusa, sulle mie gambe.
Stasera, un pensiero per lui. E un pensiero per i tanti, uomini e non (ammesso che ci sia una differenza), che lasciano questo mondo nell’indifferenza, troppe volte senza nemmeno accorgersi di aver vissuto.









