E se Gradius fosse stato un’avventura testuale?
Ok, il filmato è un pò triste.
Senza sonoro.
Senza immagini.
Solo testo bianco su sfondo nero.
Però l’effetto nostalgia è assicurato, soprattutto per chi avrà giocato, negli anni passati a delle avventure testuali, le stesse che mi hanno insegnato l’inglese. Talmente bene che, a lavoro, tutti si stupiscono che non abbia fatto una scuola di lingue, ma è un altro discorso.
Giusto per favorire la comprensione: le avventure testuali erano i videogiochi dei primissimi anni ‘80, quando le schede grafiche erano una favola che si raccontava agli sviluppatori prima di mandarli a letto (“se non fai il bravo, viene la scheda grafica e ti porta via!”) e le tre dimensioni erano una leggenda solo sussurata. In pratica era come leggersi un libro game al computer, con l’illusione di poter attivamente impartire i comandi, scrivendoli su schermo, quando invece la gamma di azioni effettuabili era infatti molto limitata.
Ah, giusto per la cronaca, il videogioco trasformato in avventura testuale è questo:
Decisamente poco adatto alla conversione.
Maggio 23, 2008 a 12:49 pm
Examine object XD
Hai colpito dritto al cuore Tiamat XD
Maggio 26, 2008 a 12:12 am
LOL mitico !
cmq tu che sei esperto puoi levarmi sto dubbio,ma Par o dius del NES centra qualcosa con Gravius?? sono ugualissimi!
Maggio 26, 2008 a 10:30 am
Assolutamente si ^_^
E’ uno spin off di Gradius (con la D), una sua geniale parodia ^_^.
Il “Cannone Parolacce” era splendido XD uno dei miei giochi preferiti su Super Nes XD
Maggio 26, 2008 a 8:23 pm
Tutto in quel gioco era (ed è) fantastico. Una perla da gustare in ogni sua incarnazione. Dalla prima, dell’88 su MSX, all’ultima, fino alle più recenti incarnazioni in Sexy Pariodius, o addirittura in Paro Wars, dell’97; un improbabile strategico tridimensionale con le astronavi come protagonisti.
Ma è da sempre la colonna sonora il pezzo forte della serie: una rivisitazione epica e moderna dei più caratteristici brani di musica classica.
Prima o poi un post su Parodius ci scappa.