Archivia per Maggio, 2008

Il gioco delle carriere

Pubblicato su Cinema, PS3, Videoludica, Vita Vissuta, Xbox 360 con i tag, , , , , il Maggio 31, 2008 da tiamat77

Mi vien fatto di pensare che questo mio spazio, nato per parlare senz’altro di me, ma soprattutto della mia passione principale (il videogioco), stia diventando una monotematica carrellata delle mie disavventure nello svolgimento del mio stage. Nulla di male. Dopotutto, statistiche alla mano, i post che vengono più letti e commentati sono quelli che raccontano di me e della mia situazione, e del resto, non si può negare che la mia vita recente possa essere un filo influenzata dalla permanenza in un ufficio per nove delle mie sedici ore di veglia.

Ma questo è decisamente un altro discorso.

Ci sono stati due eventi che le sinossi del mio cervelletto hanno messo stranamente in relazione tra loro, probabilmente aiutate dal fil rouge della mia volontà (o non volontà) di essere impiegato come “assistant buyer” una volta terminato il periodo di stage.

Il primo è stato vedere Fratello Zonatar che proponeva a Skarza, una partita al Gioco delle Carriere. Come ha diligentemente spiegato il mio germano alla fidanzata, trattasi di un gioco da tavolo (o di società) che abbiamo ereditato da Babbo Orso Saggio, in cui si poteva scegliere di intraprendere varie carriere (ricordo l’astronauta, l’universitario e… poco altro), al fine di raggiungere il giusto bilanciamento tra fama, denaro e felicità che ciascun giocatore (segretamente) s’imponeva ad inizio partita.

Il secondo evento è stato ascoltare Fiorello e Baldini spalare merda (cavalcando l’onda) su GTA IV, videogioco ovviamente controverso, ma che il dinamico duo ha dimostrato di non conoscere affatto. Ma non sono tanto le inesattezze riportate (il fatto che si debbano commettere stupri o commettere crimini per “fare punti”), o la visione quantomeno qualunquista dell’intero fenomeno “videogioco” o dello specifico titolo Rockstar ad avermi colpito. Piuttosto mi ha fatto riflettere la frase “..non stiamo certo aiutando i nostri ragazzi..”. Quasi che, giocando al videogioco un ragazzino sia destinato a diventare uno spacciatore. Non commento poi l’uscita dei due showman al rating del titolo, vietato ai minori di 18 anni: secondo Fiorello e Baldini sarebbe quasi un invito a delinquere una volta superata quest’età.

Voglio aprire una parentesi, però , prima di continuare sulla mia riflessione sulle carriere. Pur non condividendolo, rispetto il pensiero espresso nel corso di Viva Radio 2.
Mi sorge però spontanea una domanda: cosa pensa Fiorello di un film come “Scarface”, o il “Padrino”? Due classici del cinema, vere pietre miliari, ma decisamente violenti e politicamente scorretti. Si potrebbe addirittura dire che abbiano ispirato in larga parte il videogioco tanto criticato. Allora perchè non chiedere anche per queste due pellicole il bando? In fondo, proibirne la visione ai minori di 18 anni non sarebbe altro che un invito a comportarsi come nel film solo una volta compiuta la maggiore età.

Finita la parentesi, torniamo al gioco delle carriere. O meglio, all’influenza che i videogiochi hanno avuto nella (non) scelta della mia carriera. In 22 anni di onorato servizio videoludico, ho salvato pianeti, guidato auto, fatto l’astronauta, l’idraulico, il sindaco, lo stratega, l’ingegnere, l’atleta, l’allenatore, il soldato e molto, molto altro ancora. Diavolo, sono persino stato una pallina gialla tutta bocca che si faceva di anabolizzanti.

Eppure, alla fine non sono diventato un pilota, nè ho mai voluto essere un soldato. Il pensiero poi di una vita criminosa non mi ha neppure sfiorato (ed ho abbandonato da molto l’idea di sottopormi a lunghi ed invasivi interventi di chirurgia plastica per diventare simile a Pac Man). E allora? Qual’è la reale influenza dei videogiochi su di una persona che di videogiochi ha vissuto?

Forse l’unica influenza è quella di vivere con maggior forza le proprie fantasie, rischiando alle volte di rimanenrci imprigionati.

P.S. e tanto per la cronaca: da piccolo volevo fare l’archeologo; da grandicello l’avvocato; da universitario il giornalista; adesso non ne ho la più pallida idea.

P.P.S. di casi di violenza ispirata ai videogiochi, ce ne sono a bizzeffe. Potrei scriverci un libro sopra. Ma, un pò come il ragazzo che si avvolse in un mantello rosso e poi si buttò dalla finestra pensando di poter volare come Super Man, il problema non va cercato nei giochi dei bambini, ma nella colpevole assenza degli adulti nel tempo libero dei propri figli.

P.P.P.S. non voglio diventare la persona perfetta (in realtà sì, ma non ditelo in giro), ma solo pochi giorni fa pensavo che i primi film targati Walt Dinsey che vorrò far vedere ad un possibile figlio saranno Fantasia e Fantasia 2000. E che Dio mi fulmini se penso che siano pellicole che un bambino di 3 anni possa tranquillamente guardare da solo, senza un genitore accanto che gli spieghi cosa stia succedendo sullo schermo.

Decisioni

Pubblicato su Vita Vissuta con i tag, , , il Maggio 29, 2008 da tiamat77

Sta maturando, in me, un decisione drastica. Cullata per lungo tempo e serpeggiante dentro di me da qualche mese. Come del resto i miei più cari amici sanno o anche solo le più attente delle persone che mi stanno attorno avranno intuito.

Sto DECISAMENTE pensando di, una volta terminato lo stage, mandare a remengo tutta la ditta ed il baraccone che ci sta dietro.

E sto anche DECISAMENTE soffrendo per questa decisione.

Perchè, si sa, i lavori sono pochi oggi giorno, e questo potrebbe essere sicuro e in grado di consentirmi una crescita professionale.

Perchè, si sa, tutti i lavori sono stressanti e difficili.

Perchè, si sa, (e come mi ha giustamente fatto notare Fidanzata Fujiko ieri sera) ci son fior di laureati che darebbero un braccio per fare quel che faccio io.

Ma il punto è che non sono felice. Non riesco ad essere partecipe di quello che faccio. Non riesco a farmelo piacere. Nè a trarrvi uno straccio di soddisfazione. Tanto più che la mia “responsabile”, sta diventando molto peggio che insopportabile.

Ma, a parte tutto, inizio proprio a pensare di non essere proprio tagliato per un lavoro in cui vanno seguite 20 pratiche giornaliere, su 4 o 5 piani mentali completamenti diversi, organizzando nel frattempo appuntamenti o sistemando tetti, muri, computer e stampanti.

Non riesco semplicemente a capire se sono (o non sono) in grado di svolgere i compiti richiesti, ed essere ripreso perchè inserendo un listino prezzi ho scritto “7″, invece di “/” alla decima volta in cui inserivo il carattere (e col cervello che cercava di rincorrere mille altri pensieri) non è molto incoraggiante. E’ solo frustrante.

Ed io vorrei quanto meno evitare di essere frustrato da colleghi che non sono capaci nemmeno di farmi capire quando qualcosa che faccio va bene oppure va male.

Signori miei, sono nella confusione più nera.

E la domanda più difficile a cui rispondere è se tutto questo è solo una mia ‘bizza’ da tipico malato di sindrome di Peter Pan che non vuole accettare il mondo degli adulti, o se, effettivamente, un pò di ragione ce l’ho anche io, e da qualche parte un lavoro per me esiste.

Insomma, ammesso che alla fine vogliano confermarmi, non sono tanto sicuro di voler accettare.

Nonostante il fatto che, come dice il mio “collega preferito”, in ditta hanno fatto scappare molti stagisti, un piccolo aiuto, un consiglio, o una voce per prendere questa decisione (comunque incombente: lo stage finirà il 7 Luglio), sarebbe più che gradita.

Tempus fugit

Pubblicato su Videoludica con i tag, , il Maggio 27, 2008 da tiamat77

E’ proprio il caso di dirlo.

Mentre corro a rotta di collo verso i 31, non posso esimermi dal ricordare che, nel lontano 1978, nelle sale giochi di tutto il mondo, spopolava un certo SPACE INVADERS. Certo, non il primo gioco creato, e nemmeno il primo ad arrivare negli arcade, ma una pietra miliare dell’industria, capace di imprimersi nell’immaginario collettivo a tal punto da diventare una vera e propria icona.

Sarà anche perchè i responsabili del marketing sanno cavalcare l’entusiasmo di trentacinquenni (ed oltre), disposti a spendere soldi per accessori marcati “Space Invaders” in occasione del suo anniversario, ma stanno comparendo tanti begli oggettini commemorativi.

Apro dunque questo post “carrellata” con un piccolo filmato, un videoclip musicale che illustra la vita di uno degli invasori.

Continuiamo con una vera chicca: la borsa interamente popolata da invasori, naturalmente da coordinare con il portafogli o la borsetta per la vostra ragazza.

Parlando di fidanzata, perchè non regalarle questi meravigliosi orecchini fatti a mano?

Per le lunghe e noiose giornate in ufficio, invece, ecco a voi l’immancabile cravatta.

Ma il guardaroba non potrebbe essere completo senza una fantastica sciarpa, abbinata al cappellino di lana: un must per la stagione invernale.

E infine, due vere perle, irrinunciabili per arredare casa: lo zerbino animato…

… e gli adesivi da parete (questi davvero mi piacerebbe metterli in camera) …

Ma voglio chiudere questo post con un altro filmato. Un piccolo classico che, se non sbaglio, è stato trasmesso in RAI anche durante la mia permanenza a L33T: lo Space Invaders umano, realizzato in stop motion su una platea cinematografica.

P.S. naturalmente, anche io festeggio il trentennale. Infatti mi sono fatto spedire una fantastica maglietta di threadless (che trovate cliccando su questo testo), e ho acquistato un paio di boxer in tema (che invece dovrà fregiarsi di godere in esclusiva Fidanzata Fujiko).

Il microonde del diavolo

Pubblicato su Videoludica, viral con i tag, , , il Maggio 26, 2008 da tiamat77

Ecco cosa succede a mettere un telefono cellulare nel microonde.

Ed averlo irrorato di sangue di vergine.

Ed aver disegnato un pentacolo in cucina.

Ed avendo prima acceso un bel pò di candele nere.

Questo invece succede quando fate la stessa cosa con un GAMEBOY ADVANCE.

P.S. ovviamente sono due “scherzi” che girano sul web in questi giorni. Non ho semplicemente saputo resistere alla coincidenza.

E se Gradius fosse stato un’avventura testuale?

Pubblicato su Videoludica, pc gaming con i tag, , il Maggio 23, 2008 da tiamat77

Ok, il filmato è un pò triste.

Senza sonoro.

Senza immagini.

Solo testo bianco su sfondo nero.

Però l’effetto nostalgia è assicurato, soprattutto per chi avrà giocato, negli anni passati a delle avventure testuali, le stesse che mi hanno insegnato l’inglese. Talmente bene che, a lavoro, tutti si stupiscono che non abbia fatto una scuola di lingue, ma è un altro discorso.

Giusto per favorire la comprensione: le avventure testuali erano i videogiochi dei primissimi anni ‘80, quando le schede grafiche erano una favola che si raccontava agli sviluppatori prima di mandarli a letto (”se non fai il bravo, viene la scheda grafica e ti porta via!”) e le tre dimensioni erano una leggenda solo sussurata. In pratica era come leggersi un libro game al computer, con l’illusione di poter attivamente impartire i comandi, scrivendoli su schermo, quando invece la gamma di azioni effettuabili era infatti molto limitata.

Ah, giusto per la cronaca, il videogioco trasformato in avventura testuale è questo:

Decisamente poco adatto alla conversione.