Sanguinare per gioco
Personalmente la trovo inquietante, ma al tempo stesso affascinante.
Si intitola “What it is without the hand that wields it,” (“Com’è senza la mano che lo impugna,” -o qualcosa del genere-), ed è un’installazione (un’opera d’arte moderna, insomma) esposta dal 31 Marzo al 4 Aprile presso l’università dell’Oklahoma.
Le sacche di sangue, finto, sono connesse ad un dispositivo elettronico. Questo, a sua volta è collegato ad un server di Counter Strike (fps basato sul motore di Half Life… un gioco in cui si impugna un fucile e si spara alla gente). Inutile dire che, ogni volta che qualcuno viene colpito nel gioco, l’opera d’arte fa colare una striscia di sangue sul muro. Nella stanza è possibile sentire l’audio del gioco, ma non le immagini.
E’ una cosa che fa riflettere, ma devo ancora capire su cosa.
P.S. se volete “partecipare”, è sufficiente lanciare Counter Strike e dare dalla console di gioco il comando “connect 129.15.76.103:27015″

Aprile 3, 2008 a 10:43 pm
che gli artisti sono dei pazzi spicopatici, che confondano l’Arte con fare clamore e suscitare shock e disgusto.
mi chiedo se facessimo un test anti droga quanti artisti contemporanei possano uscirne senza l’obbligo di frequentare una comunità di recupero.
questa installazione mi sembra ancora dentro i limiti, ma orami la così detta arte stia superando oltremodo il confine: le opere d’arte che ledono e feriscono persone e/o animali andrebbero sottoposte a censura (da parte delle gallerie che dovrebbero rifiutarsi di ospitarle) e dal pubblico che dovrebbe boicottarle…ma così putroppo non è…ed è davvero disgustoso.
per altro non sarebbe male arrestati i più fuori di testa e successivamente giustiziati (certa gente al posto di stare su un piedistallo dovrebbe stare sotto una lapide)…ma potrebbero sempre morire in modo artistico se proprio ci tengono a fare shock