Archivia per Febbraio, 2008

Frasi rubate

Pubblicato su Vita Vissuta con i tag, , il Febbraio 29, 2008 da tiamat77

Stamattina, prima di recarmi all’ormai consueto luogo di schiavitù, ho sbirciato una frase che Babbo Orsosaggio si era appuntato vicino al suo portatile. Apro una parentesi: sì, ad eccezione di Nonna Quasicentenaria e di Mamma Heidi, abbiamo tutti un computer portatile, rigorosamente collegato in wi-fi ad internet, anche Fidanzata Fujiko (giunta per il fine settimana) si sta in questo momento abusivamente collegando.

Ma torniamo alla frase. Recita più o meno così: “Chi vuole apparire saggio fra gli stolti, apparirà stolto fra i saggi”.

Ora, io non so se è farina del suo sacco o se si è semplicemente trascritto un aforisma scovato su internet ma va detto che Babbo Orsosaggio sta sempre più assumendo l’aspetto di un (attempato) artista Bohèmien. Tanto per cominciare si sta facendo crescere una barba incolta, poi si rifugia spesso nello stanzino delle scarpe (che ormai ha assunto l’aspetto di uno studiolo), infine ha accentuato la sua mai esaurita vena polemica (e l’animata discussione di questa sera su San Remo nè è cocente testimonianza).

Come ho avuto modo di dirgli, una volta cresciuta la barba, deve assolutamente scrivere un libro.

Le notti erotiche di Master Chief

Pubblicato su Videoludica, Vita Vissuta, Xbox 360 con i tag, , , il Febbraio 28, 2008 da tiamat77

A dirla tutta, stavo per desistere all’idea di un nuovo post quotidiano. Troppa stanchezza.
Avevo pure iniziato una lunga (logorroica) disquisizione sulla somiglianza tra un’auto del gioco “Burnout Paradise” ed il furgone dell’A-team, e di come mi son trovato a spappolare automobili nel traffico canticchiando la sigla del telefilm e esclamando, di tanto in tanto, “Nessuno vuole giocare con me!” (mille punti stima a chi indovina la citazione cinematografica).

Poi ho trovato questa chicca, e non mi son sentito di esimermi dal condividerla.

Allora, questi cappuccetti costano sugli otto dollari. Al cambio attuale circa cinque euro. Come i più arguti avranno indovinato, sono fatti di cioccolata. Come i più maliziosi avranno pensato hanno le dimensioni di un glande (la parte finale, o punta del pene, ignoranti). Come i più perversi hanno sperato, sono fatti apposta per essere indossati sul suddetto glande (sempre la punta del pene).

Naturalmente, potete andare al sito ufficiale e subissarlo di ordini.

Personalmente, rimango un pò turbato. Non tanto per il giochino erotico, la cui meccanica, per quanto scontata e tristemente squallida, riesco perfettamente ad immaginare. Piuttosto quel che mi turba è pensare che qualcuno possa mettersi l’elmetto di uno Spartan “lì” e sperare che la sua ragazza acconsenta ad una fellatio cioccolatosa al gusto nerd.

Per i meno esperti di videogiochi, il terzo modello di cappuccio, quello con la scritta “in production” è la replica dell’elmo del protagonista di Halo 3, tra l’altro già proposto in scala ridotta come oggetto di feticismo estremo a chi preordinava una “Legendary Edition” del titolo.

Mentre mi domando se chi leggerà questa pagina rimarrà sconvolto o stuzzicato dall’articolo, non mi resta che sperare che questi cioccolatini non siano pieni di liquore. Immagino che l’effetto per chi li indossa potrebbe essere sorprendente.

Religione di stato e stati religiosi

Pubblicato su Vita Vissuta il Febbraio 27, 2008 da tiamat77

Parlando col “boss” durante le mie normali mansioni da stagista (oggi è toccato il facchino, per la gioia delle mie vertebre) è saltato fuori che lui, la moglie e la figlia sono buddisti. Dal modo in cui me ne parlava mi è sembrato evidente che è la moglie quella convinta, mentre lui prende il fatto del buddismo “quasi a ridere” (per la cronaca la moglie del “boss” mi ha ribattezzato “chiesino”, perchè sono molto cortese e rispettoso… che sia una maniera velata per chiedermi di mandarla a quel paese?). Prossimamente mi è stato promesso un libricino che dovrebbe illuminarmi sull’argomento del buddismo.

Nel frattempo mi sono fatto una domanda: com’è che la maggior parte delle persone non riesce a prendere veramente sul serio la religione? Magari è una maniera con cui il mondo si affranca da millenni di oppressioni e massacri compiuti in nome di un non meglio precisato dio, ma la cosa mi da comunque da pensare.

Segue veloce excursus sui miei familiari (tutti di estrazione cattolica):

Fratello Zonatar è indeciso se convertirsi al buddismo o fare il test di scientology, solo per prenderli un pò per il culo, dice lui.
Babbo Orsosaggio si lamenta che non andiamo più in Chiesa, ma non l’ho mai visto alzarsi polemicamente la domenica mattina per andarci da solo.
Mamma Heidi è stata anche catechista, ma nemmeno lei è più andata in Chiesa (sospetto che adesso i luoghi di culto accettino all’ingresso solo i nuclei familiari).
Cognata Skarza sembra avere una faccenda personale in sospeso con un - possibile - dio.
Fidanzata Fujiko è abbastanza indifferente sull’argomento, ma vaglierebbe un matrimonio in Chiesa, solo per evitare l’ira funesta della madre.
Nonna Quasicentenaria non prende una Messa da più di 20 anni, da quando cioè litigò col vicino di casa (che era, incidentalmente, il parroco).

E’ proprio vero, non ci sono più gli ideali di una volta. O forse, considerando il comportamento del mio familiare più anziano, non ci sono mai stati.

Quanto a me, dopo lunga e penosa riflessione, ho ridotto la scelta a due alternative:
1 - divinizzare i gatti di casa, pagando loro regolare tributo (che sembra una decisione sensata, visto che nella pratica è quello che già fanno tutti gli abitanti di questo appartamento).
2 - fondare una mia dottrina religiosa. Anche se “il culto di Tiamat” suona per lo più minaccioso come nome, son convinto che sarebbe molto più rassicurante del volto sorridente del pio Benedetto XVI.

Stranamente, ripensando al mio “percorso di vita” in stretta relazione alla religione (scuole dell’obbligo assolutamente cattoliche, parrocchia sotto casa e una madre per catechista), ho forse iniziato a comprendere il vero significato del detto “impara l’arte e mettila da parte”.

Mario Party Pub

Pubblicato su Gamecube, Nintendo Wii, Videoludica, Vita Vissuta con i tag, , , il Febbraio 27, 2008 da tiamat77

Ho deciso: voglio andare a Copenaghen.

La foto che vedete è la testimonianza visiva di uno dei venerdì sera del pub Scroll Bar (nome geniale, se volete il mio parere), la cui gestione, giorno in cui la gestione, se ho ben capito, viene affidata agli studenti della vicina facoltà di Information Technology.

Dopo qualche esperimento, i ragazzi hanno pensato bene di trasformare la serata in un vero e proprio MARIO PARTY, con tanto di decorazioni a tema e di DRINK PERSONALIZZATI (trovate la lista con tanto di ingredienti al link poco sopra).

Personalmente, sarei curioso di provare queste due bontà:

YOSHI

1/2 succo alla mela
1/4 grappa alla mela verde
1/8 succo al melone
1/8 succo di limone

shakerare, servire con ghiaccio, guarnito da due spicchi di limone

e

BOWSER

1/4 Tequila
1/8 Coin - treau (potevano scriverlo diversamente?)
1/2 succo d’arancia
1/8 Grenadine

versare i primi tre ingredienti e poi aggiungere lentamente la Grenadine, per ottenere il caratteristico colore. Servire con ghiaccio in bicchiere alto, con una buccia di pomodoro come guarnizione.

Mi sa che una di queste sere lo provo davvero uno di questi cocktails.

Punti di vista

Pubblicato su Vita Vissuta con i tag, , , il Febbraio 26, 2008 da tiamat77

Non paghi di avermi improvvisato carpentiere, muratore, installatore, restauratore, montatore - di mobili - , magazziniere, tecnico informatico e altre cose che adesso sfuggono alla mia memoria, i miei datori di stage hanno ben pensato di inviarmi in missione di spionaggio industriale. Scopo della sortita dagli uffici, la rilevazione dei prezzi di elettroutensili in due grandi catene del fai da te.

Giusto per evitare fraintendimenti, questo è forse il primo incarico che, in maniera del tutto incidentale, POTREBBE avere a che fare col lavoro di import/export, ufficialmente svolto dall’azienda.

Il risultato è che da un paio di settimane giro per i corridoi di questi grandi magazzini per carpentieri, tutto intento, block notes alla mano, ad appuntarmi prezzi, numeri di codice e funzioni degli apparecchi. Tanto per chiarire, sono un’esponente di quel 1% di maschietti a cui non potrebbe fregare di meno di trapani, martelli e chiavi inglesi, di cui ignoro anche i più basilari principi di funzionamento (sì, in tenera età ho odiato il Meccano e a quanto pare non sono diventato omosessuale).

Stranamente, gli avventori dei negozi sembrano convinti che basti avere in mano un blocco per gli appunti, annotando svogliatamente noiose cifre, per qualificarsi come commesso. E sono quindi due settimane che mi tocca spiegare a orde di clienti che no, non sono un fottuto responsabile di reparto e che forse il fatto che accanto a me ci siano cinque ragazzi travestiti da falegnami con appuntato sul petto il logo del negozio e la scritta “Ciao, sono Gianantonio, posso aiutarti?” POTREBBE essere un valido suggerimento su chi sia in grado di aiutarli.

Stanco della situazione, oggi ho deciso di sfruttarla per dimostrare una delle Verità trasmesseci dalla sacra Prima Trilogia di Guerre Stellari (episodi IV, V e VI, ingoranti!):
“Luke, scoprirai che molte delle verità in cui crediamo, dipendono in gran parte dal nostro punto di vista..”
(”Il Ritorno dello Jedi”, 54 minuti e 16 secondi dall’inizio, Obi One spiega a Luke perchè ha sempre sostenuto che Darth Vader uccise suo padre).
Mi spiego meglio: il punto di vista degli avventori è che io sono un commesso. Benissimo, rispetto questo punto di vista. Quanto al MIO punto di vista, oggi ho deciso di pensare che chiunque, in un pubblico esercizio, sia libero di chiedere consiglio ad un perfetto sconosciuto, anche senza avere una prova certa del fatto che questi possa, effettivamente, fornire una risposta adeguata. Del resto, è lo stesso principio per cui si chiedono informazioni per strada.

E così si è svolta la seguente conversazione:

Cliente: “Buonasera, scusi se la disturbo. Posso chiederle una cosa?”
TiamaT: “Salve, dica pure.”
C: “Mi chiedevo, perchè questo olio costa così poco?”
TT: “Immagino sia un olio economico.”
C: “Ma visto che è l’unico olio in negozio, perchè costa così poco?”
TT: “Credo che la domanda corretta sia: prenderà fuoco dentro al mio motore o era meglio se spendevo un pò di più?”
C: - confuso - “… grazie, arrivederci…”
TT: “..’vederla.”

Ho scoperto altresì, che anche la verità, se espressa con disarmante sincerità (e col dovuto tempo comico) può essere esilarante:

Cliente 2: “Scusi, posso farle una domanda?”
TiamaT: “…”
C2: “…”
TT: “Sì. Ma non lavoro qua.”

P.S. Se avete preso la vostra copia de “Il Ritorno dello Jedi” e siete avanzati fino al minuto “54 e 16 secondi” per vedere se ho davvero azzeccato la citazione, i casi sono due: o siete più nerd di me e avete un sacco di tempo libero, oppure credete che io sia davvero così nerd e ricco di tempo da perdere da andarmi a rivedere un film, solo per fare il sapientone in un post.